«La mail all'EOC? Toni che non possono essere accettati»

Marina Carobbio, nuova presidente del Consiglio di Stato ticinese dopo l'addio annunciato da Claudio Zali, parla in video: «Da subito mi batterò per la violenza di genere».
BELLINZONA - Stanca. Visibilmente provata. Sono quasi le quattro del pomeriggio di questo infinito mercoledì 29 luglio. Marina Carobbio, direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport (DECS) da oggi è anche presidente del Governo ticinese, dopo l'annunciato addio del consigliere di Stato leghista Claudio Zali. Il suo volto la dice tutta su come ha trascorso gli ultimi giorni. Nonostante la fatica, in una sala di Palazzo delle Orsoline a Bellinzona non si sottrae alle domande di tio.ch.
Claudio Zali non si è presentato alla conferenza stampa, davanti ai giornalisti. Qual è il suo parere?
«Oggi era importante fare una conferenza stampa del Governo. Informare la popolazione tramite i media sulle decisioni prese e sui passi futuri. Zali ha preso posizione con uno scritto che ha mandato a un unico media, Radio Ticino. Toccherà a lui valutare se e quando rispondere ad altre domande».
Nella presa di posizione in questione, Zali si è dichiarato innocente e non violento. Non è entrato nel merito delle presunte "raccomandazioni" a favore di sue conoscenti e nemmeno sui toni usati. Questo non mina un po' (ulteriormente) la credibilità delle istituzioni?
«Io penso che oggi il Governo sia stato trasparente e abbia risposto a tutte le domande. Ha anche detto che la violenza in tutte le sue forme è inaccettabile. Le parole che abbiamo sentito in questi giorni (negli audio) sono inammissibili. E le stigmatizziamo con grande fermezza. Questo l'abbiamo dichiarato come Governo. E l'ho detto io stessa».
Cosa pensa dei toni usati sempre da Zali ad esempio nella mail all'EOC nel 2020 affinché una sua conoscente fosse assunta?
«Non sono appropriati. Non possono essere accettati».
Da oggi lei è la nuova presidente del Consiglio di Stato ticinese. Come si riparte?
«Lavorando sui dossier aperti, portando avanti il lavoro dell'amministrazione cantonale, rispondendo alle legittime richieste che arrivano dal Parlamento o dalla popolazione. Dobbiamo anche lavorare per ricostruire la fiducia delle cittadine e dei cittadini verso le istituzioni. Al centro della vita politica vanno messe determinate tematiche. Una la cito perché è stata discussa proprio in questi giorni: la prevenzione e la lotta alla violenza di genere. È una priorità. La prossima settimana chiederò al Governo di affrontarla in maniera decisa».



