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LUGANO

Oltre 1'800 firme contro il divieto di portare bevande esterne a Lugano Marittima

Una delegazione della Gioventù Comunista ha consegnato la petizione al Comune. «È ora di finirla con la solita dottrina "divietocratica"».
Oltre 1'800 firme contro il divieto di portare bevande esterne a Lugano Marittima
Oltre 1'800 firme contro il divieto di portare bevande esterne a Lugano Marittima
Davide Giordano tio.ch
Fonte Gioventù Comunista
Oltre 1'800 firme contro il divieto di portare bevande esterne a Lugano Marittima
Una delegazione della Gioventù Comunista ha consegnato la petizione al Comune. «È ora di finirla con la solita dottrina "divietocratica"».

LUGANO - Dopo polemiche e proteste, arriva la consegna delle firme. Oggi una delegazione della Gioventù Comunista ha depositato presso la Cancelleria comunale di Lugano una petizione sottoscritta da 1'850 cittadini per chiedere la revoca del divieto di portare bevande dall’esterno a Lugano Marittima.

La petizione, lanciata alla fine del mese scorso, denunciava il mancato nesso fra la presunta questione della sicurezza (secondo la Gioventù comunista già risolta con il divieto di portare armi) e il divieto di portare bevande da casa.

«Una scusa per costringere i frequentatori a comprare sul posto, a prezzi onerosi»
«A nostro avviso si trattava unicamente di una scusa per costringere i frequentatori del luogo a comprare prodotti dalle bancarelle in loco, a prezzi decisamente onerosi per un pubblico giovane», si legge nel comunicato odierno. «Non era accettabile che all’interno di uno spazio pubblico venissero imposte misure per favorire il profitto di poche attività di privati a discapito dello spirito di aggregazione e socialità che il luogo ha sempre garantito ai cittadini luganesi e ticinesi, ed in particolar modo ai giovani».

Il via libera al PET? «Un primo passo avanti»
E secondo i Giovani Comunisti gli effetti dei nuovi divieti si sono fatti sentire rapidamente. «La trasformazione subita dall’attrazione lacustre nell’ultimo mese è passata sotto gli occhi di tutti. Un luogo comunitario svuotato della sua essenza sociale e diventato rapidamente una porzione di lago semivuota frequentata da abbienti turisti e altri ceti elitari. Lo stesso comune ha notato la progressiva desolazione a cui si andava incontro, motivo per cui, anche sotto spinta delle nostre rivendicazioni, ha dovuto cedere e autorizzare l’ingresso di bottiglie in PET. Una prima vittoria che deve essere ancora consolidata e affiancata da ulteriori misure di distensione».

«Basta divieti»
«È ora di finirla con la solita dottrina "divietocratica" che spera di risolvere ogni situazione di disagio con proibizionismo, blindamenti e privatizzazioni di suolo pubblico», conclude il gruppo.

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