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De Rosa ammette: «Avrei dovuto dare più peso a quei toni»

Dimissioni di Zali: il Governo si china anche sulla questione delle mail di raccomandazione all'EOC. Il direttore del DSS: «Tutti conoscevano lo stile del collega».
De Rosa ammette: «Avrei dovuto dare più peso a quei toni»
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De Rosa ammette: «Avrei dovuto dare più peso a quei toni»
Dimissioni di Zali: il Governo si china anche sulla questione delle mail di raccomandazione all'EOC. Il direttore del DSS: «Tutti conoscevano lo stile del collega».

BELLINZONA - Claudio Zali lascerà il Governo ticinese. A fine settembre. Lo ha annunciato ai microfoni nella mattinata di oggi, mercoledì 29 luglio. E lo ha fatto dichiarandosi comunque innocente e non violento. Contestualizzando gli audio registrati a sua insaputa da una donna. Il leghista se ne andrà lasciando verosimilmente il posto all'UDC Piero Marchesi che, contattato da tio.ch, ha specificato via messaggio di non volere rilasciare dichiarazioni al momento.

E se avesse deciso di restare?
Nel pomeriggio odierno, presso la sala stampa del Palazzo delle Orsoline di Bellinzona, è toccato invece al Governo prendere posizione. La decisione di lasciare la carica è stata presa da Zali. E se avesse deciso di restare? «Quando una persona eletta in qualsiasi carica – commenta Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni –, anche se si trova sotto inchiesta, può restare al suo posto. Non tocca al Consiglio di Stato destituire un collega».

Il grande assente
In aula manca proprio Claudio Zali. Per sua scelta. Marina Carobbio, responsabile del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) che ora diventerà anche presidente del Governo al posto di Zali, rifiuta la tesi secondo cui il Consiglio di Stato sia rimasto alla finestra, immobile, fino a oggi. «Ci siamo trovati ad affrontare un contesto difficile – dice –. Togliere delle competenze a un collega non è una decisione semplice».

Imbarazzo per la mail all'EOC
Non si parla solo delle ormai famose registrazioni telefoniche. E nemmeno solo del caso del 14enne alla Farera, per cui Zali si sarebbe speso. Zali nel 2020 aveva anche chiesto all'EOC di assicurare un posto di lavoro a una sua conoscente. Con toni discutibili. In copia c'era Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità. «Mi spiace non avere dato il giusto peso a quei toni – ammette con un certo imbarazzo –. All'epoca tutta l'attenzione era rivolta alla questione Covid».

Già. Ma tollerando un simile linguaggio cosa deve pensare il cittadino? Che i politici con una semplice mail e con parole di fuoco possono avanzare pretese del genere? «Ognuno di noi ha la propria personalità – replica De Rosa –. Il collega Zali ha il suo stile. Uno stile noto anche a chi lo ha eletto».

Arriverà davvero Marchesi?
Carobbio torna poi su un altro aspetto importante. «Giovedì scorso abbiamo discorso sulla questione urgente della responsabilità dei settori della Giustizia e della Polizia. Ieri, martedì, invece abbiamo parlato della presidenza del Consiglio di Stato. La presa di posizione di Zali rilasciata a Radio Ticino è personale. Non del Governo. Noi rispondiamo per quanto ci compete. Condannando ogni forma di violenza. Anche verbale. Avremmo potuto dire delle cose prima. Ma la credibilità delle istituzioni passa anche da comunicazioni ponderate».

E ora? Arriverà davvero Piero Marchesi da inizio ottobre? Come se la caverà il Governo? Carobbio si limita a constatare: «Lavoreremo insieme nell'interesse di questo Cantone».

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