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«L'unica scelta possibile», «Un linciaggio», le dimissioni di Zali viste dai lettori di tio.ch

Decine le reazioni fra i commenti alle ultime evoluzioni del caso che ha scosso la politica cantonale.
«L'unica scelta possibile», «Un linciaggio», le dimissioni di Zali viste dai lettori di tio.ch
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«L'unica scelta possibile», «Un linciaggio», le dimissioni di Zali viste dai lettori di tio.ch
Decine le reazioni fra i commenti alle ultime evoluzioni del caso che ha scosso la politica cantonale.

LUGANO - Le dimissioni di Claudio Zali hanno acceso il dibattito tra i lettori. I commenti pubblicati sul nostro sito raccontano un'opinione pubblica profondamente divisa: c'è chi considera il passo indietro inevitabile, chi parla di un linciaggio mediatico e politico e chi guarda già con preoccupazione alla composizione del futuro Governo.

«Era l'unica scelta possibile»
Una parte consistente dei commenti ritiene che le dimissioni fossero ormai inevitabili: «Finalmente una buona notizia almeno oggi!», chiosa qualcuno, «Zali ha fatto il bene del Cantone dimettendosi, però il rancore che serba non serve a nessuno. Temevo che volesse incrostarsi alla cadrega e questo avrebbe reso tutto più complicato», aggiunge qualcun altro.

Per diversi lettori la questione va oltre gli aspetti giudiziari e riguarda soprattutto il ruolo istituzionale ricoperto: «Non avrà commesso reati, va bene. Ma da un consigliere di Stato ci si aspetta un comportamento etico.»

Una lettrice scrive inoltre: «Signor Zali, purtroppo per lei ha perso credibilità dal punto di vista etico. Come donna che ha subito angherie e violenze, trovo inaccettabile che un rappresentante del mio Stato dica o faccia quello che lei ha espresso.»

«È stato un vero e proprio linciaggio»
Altri lettori, invece, ritengono che Zali sia stato oggetto di un accanimento e continuano a riconoscergli il lavoro svolto in questi anni: «Zali... Una persona speciale. Perdiamo il miglior ministro della nostra epoca. Non mi interessano i partiti e le loro macchinazioni. Contano le persone.»

Qualcuno parla apertamente di "linciaggio": «Si può discutere del modo di fare di Zali ma è stato un vero e proprio linciaggio senza nemmeno voler ascoltare le sue ragioni», chiosa un utente, «Per una frase pronunciata al telefono quando era in una situazione frustrante? Questo è puro linciaggio politico e mediatico», aggiunge un altro.

C'è anche chi auspica che venga fatta piena luce sull'intera vicenda: «Le auguro che presto sia fatta piena luce su questa deprecabile situazione».

Fra ruolo dei media e responsabilità politiche

Tra i temi più ricorrenti emerge quello del rapporto tra politica e informazione: «Come nel mondo, così in Ticino, quando un politico non va più bene, magicamente compaiono dossier e informazioni per farlo fuori. E la stampa come sempre funge da plotone d'esecuzione.»

Altri lettori, al contrario, ritengono che le responsabilità siano esclusivamente politiche: «Non ha nemmeno un briciolo di classe. È ancora lui la vittima. Zero scuse per il danno di immagine al Cantone e ai Ticinesi tutti».

Domina una certa rassegnazione
Molti commenti guardano già al possibile ingresso di Piero Marchesi in Consiglio di Stato, con diversi utenti rassegnati: «Il politico di cui il Ticino ha bisogno deve prima nascere», scrive qualcuno. Non manca però chi invita a sospendere il giudizio: «L'onorevole Marchesi dovrà dimostrare il suo valore. Guardiamo avanti e speriamo bene per tutto il Ticino.»

In generale il fil rouge è però una certa disillusione su tutta la politica ticinese: «Abbiamo sempre puntato il dito contro la politica dei nostri vicini italiani, ma quello che sta succedendo nel nostro Cantone dimostra che il Ticino ha perso qualunque diritto di dare lezioni», scrive qualcuno, «Comunque i nostri politici fanno tutti pena», chiosa lapidario un altro.

Altri invitano semplicemente la politica a tornare a occuparsi dei problemi concreti: «Adesso piantatela lì e mettetevi a lavorare per il popolo ticinese. C'è un Cantone che ha bisogno.»

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