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«Anche nel momento delle dimissioni Zali non ha capito la gravità della situazione»

Il Movimento per il socialismo (MPS) prende posizione dopo le dimissioni del consigliere di Stato leghista: «Un atto dovuto. Governo e Parlamento ne escono male. Ora reagire»
«Anche nel momento delle dimissioni Zali non ha capito la gravità della situazione»
TiPress
Fonte red
«Anche nel momento delle dimissioni Zali non ha capito la gravità della situazione»
Il Movimento per il socialismo (MPS) prende posizione dopo le dimissioni del consigliere di Stato leghista: «Un atto dovuto. Governo e Parlamento ne escono male. Ora reagire»

BELLINZONA - «Questa vicenda deve essere anche un punto di svolta. Governo e Parlamento cantonale, che escono male da questa vicenda, incapaci di cogliere la gravità del caso e di reagire tempestivamente hanno il dovere di trarne insegnamento e di rilanciare con decisione le politiche di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere». Così si esprime, in una presa di posizione, il Movimento per il socialismo alla luce delle annunciate dimissioni del consigliere di Stato Claudio Zali.

«Non bastano le dichiarazioni di principio o l'indignazione di fronte ai casi più eclatanti: servono investimenti concreti, risorse adeguate, competenze specialistiche, formazione continua per le istituzioni e gli operatori, un sostegno rafforzato ai servizi che accompagnano le vittime e un impegno costante sul piano educativo e culturale», prosegue l'MPS, sottolineando che «le dimissioni chiudono una vicenda politica, ma non possono chiudere il dibattito culturale e istituzionale che essa ha aperto».

Nel merito della decisione di Zali di farsi da parte, l'MPS parla di «un atto dovuto» che arriva «dopo settimane di polemiche e dopo il progressivo accumularsi di fatti che hanno profondamente compromesso la credibilità e la sua permanenza in Governo». «Non si è trattato di un episodio isolato, ma di una serie di eventi che hanno alimentato una crescente perdita di fiducia. Le pressioni politiche e dell'opinione pubblica erano quindi legittime e fondate. Chi ricopre una carica istituzionale deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie azioni».

Infine, conclude l'MPS, «colpisce che anche nel momento delle dimissioni Zali dimostri di non aver compreso la gravità della situazione. Nelle sue dichiarazioni afferma infatti che gli audio rappresenterebbero "l'espressione di una violenza solo verbale". È proprio quel "solo" a essere rivelatore. Ancora oggi, infatti, c'è chi continua a minimizzare la violenza verbale come se fosse un fenomeno secondario. Al contrario, sappiamo che la violenza contro le donne si manifesta attraverso un continuum di comportamenti: la violenza psicologica, verbale e il controllo sono forme di violenza a tutti gli effetti e troppo spesso costituiscono il terreno sul quale si sviluppano successivamente anche le aggressioni fisiche. Sminuire questi aspetti significa non aver compreso la realtà della violenza di genere e il modo in cui essa si costruisce e si alimenta».

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