Dalla maternità a 15 anni alla vita nella "riserva indiana"

Le mille trasformazioni di Lia Seddio, artista cresciuta in una famiglia numerosissima e capace di regalare grandi emozioni con la sua voce e con la sua chitarra.
Le mille trasformazioni di Lia Seddio, artista cresciuta in una famiglia numerosissima e capace di regalare grandi emozioni con la sua voce e con la sua chitarra.
SAVOSA - È cresciuta in una famiglia numerosissima, a Sonvico. A quindici anni era già mamma, per scelta. E a un certo punto con suo marito Marco Monti è andata a vivere in una specie di "riserva indiana" sul Piano di Magadino, una comunità nella natura in cui tutti condividono tutto.
«È stato un periodo della vita – ricorda la cantante e musicista 36enne Lia Seddio nel salotto di TioTalk – in cui ci siamo spogliati di quello che avevamo. Quella era un'area in cui diverse famiglie vivevano insieme. E condividevano qualsiasi cosa. I pasti, gli spazi comuni...»
Ritorno alle origini
Per Lia è una sorta di ritorno alle origini dal momento che già nella sua infanzia e nella sua adolescenza si è trovata a condividere quello che aveva con tante persone. «Stavolta però l'ho fatto per scelta – dice –. Una scelta consapevole. Mentre da figlia mi è semplicemente capitato. Avevo in totale dodici fratelli e sorelle. Io ero la numero nove e si seguiva un po' la legge della giungla. La mia famiglia non era benestante, avevamo poco. I miei genitori mi hanno insegnato ad avere fiducia nella vita».
Rivivere l'esperienza comunitaria da adulta per Lia è stato illuminante. «Le decisioni venivano prese nel cosiddetto cerchio della parola, passandosi un bastone di mano in mano. Chi aveva il bastone in mano poteva esprimersi. E tu dovevi aspettare che arrivasse a te per parlare. Queste erano le regole. È una parentesi che è durata per cinque anni, fino alla nascita della mia secondogenita, otto anni fa. È nata in una stalla ristrutturata, con le donne della mia vita e mio marito accanto».
Il primogenito
Il primo figlio di Lia invece viene al mondo decisamente prima. Quando l'artista ha tredici anni, le nasce il primo nipotino. Il figlio di suo fratello. «Sono andato a vederlo all'ospedale, mi sono emozionata e mi sono messa a piangere. Alla sera, nel mio lettino, ho pregato la vita di darmi un figlio. L'anno dopo sono rimasta incinta. Diventare mamma non è stato un incidente. Lo volevo davvero, in modo inconsapevole».
Diventare madre così presto porta Lia a capire che le scelte comportano sempre delle responsabilità. «Ho saltato una parte della mia vita, ho imparato a mettere qualcuno davanti ai miei bisogni. Mi piace essere mamma. Ma adesso come adesso non vorrei altri figli. È qualcosa che va bene così».
Pace alla guerra
A fare da fil rouge al percorso di Lia è sempre stata la musica. «Mio padre è musicista. La musica era di casa. In particolare la chitarra. Col tempo ho pubblicato diversi singoli, tra cui "Pace alla guerra", l'ultimo. Si parla di una guerra interiore. Per fare in modo che non ci siano più guerre nel mondo, è importante fare pace dentro di noi. Per me la musica è uno strumento di condivisione, collegato alla mia anima. È il modo più autentico che ho per ridare alle persone quello che mi hanno dato».
La nuova sfida
Oggi Lia e Marco abbracciano una nuova sfida. L'ennesima. «Volevamo costruire qualcosa di nostro. Abbiamo ristrutturato una mansarda e abbiamo creato un centro a Contone, in cui si coniugano yoga, arte e natura. Un posto anche spirituale per certi versi. La mente non è solo parola. È anche emozione, intuito. L'umanità in questo momento è a un bivio. E c'è bisogno di tanta consapevolezza».




