Il volto nascosto della povertà: «Si trova dietro le porte chiuse»

Tra caro vita, aumento degli affitti, stagnazione dei salari e premi di cassa malati, sempre più persone si collocano sotto, o appena sopra, la soglia della povertà.
SAVOSA - Oggi la povertà è spesso nascosta, discreta, difficile da riconoscere e, di conseguenza, da contrastare. Il piano lungo cui si scivola è più inclinato di quanto si pensi e, una volta raggiunto il fondo, risalire da soli, senza aiuti, è tutt’altro che semplice.
Tra caro vita, aumento degli affitti, stagnazione dei salari e premi di cassa malati, sempre più persone si collocano sotto, o appena sopra, la soglia della povertà.
«La povertà nel nostro cantone è cambiata molto negli ultimi anni», spiega Paola Eicher, direttrice di Soccorso d'inverno Ticino, associazione attiva dal 1936. «Oggi è nascosta. Si trova dietro le porte chiuse delle case, ma non per questo è meno grave». Eicher, ospite dell’ultima puntata di TioTalk, offre la prospettiva di chi ogni giorno è a contatto con persone in difficoltà.
Si tratta di famiglie, persone sole, mamme con figli che, dietro un’apparente stabilità, faticano ad arrivare a fine mese. «Chi non conosce la loro situazione non può immaginare le difficoltà che affrontano e le scelte che devono compiere: questo mese pago una bolletta arretrata o vado dal dentista per quel dente che mi fa male da giorni? Porto mio figlio a giocare a calcio per stare con altri bambini oppure pago l’affitto?».
La maggior parte delle richieste che giungono all’associazione proviene da assistenti sociali e comuni, «che dispongono già di una visione abbastanza chiara e globale della situazione. Noi interveniamo dove loro non possono arrivare, in modo sussidiario. Può capitare che le persone ci contattino direttamente, ma le indirizziamo comunque a un assistente sociale, che ha più strumenti per verificare e offrire un aiuto più strutturato».
La linea dell’associazione è chiara: l’aiuto deve essere risolutivo, non un semplice intervento tampone per alleggerire una situazione instabile. «Vogliamo che chi si rivolge a noi possa ricevere un sostegno che permetta di andare avanti senza difficoltà e senza più precetti esecutivi».
Ma come si concretizza questa politica sussidiaria? «Gestiamo le richieste rapidamente, pagando direttamente le fatture ai creditori. Non consegniamo mai denaro alle persone. I bisogni più urgenti riguardano soprattutto i costi della salute e l’affitto, che spesso pesa in modo determinante. Sono spese che continuano a crescere, mentre i salari restano invariati».
Eppure, come anticipato, la povertà resta spesso discreta e invisibile. Il motivo? «Capita frequentemente di sentire frasi cariche di pregiudizi: “Allora ha sbagliato qualcosa se non riesce a pagare le bollette. È un po’ colpa sua perché non ha saputo gestire i soldi”». Un pensiero errato, «perché può succedere a chiunque di trovarsi in una situazione di difficoltà. E chi siamo noi per giudicare?».



