Di Solduno il geologo ucciso in Africa

L'uomo 46enne lavorava per una società degli Emirati Arabi nella ricerca di risorse minerarie.
SOLDUNO - È ticinese, precisamente originario di Solduno, il geologo ucciso giovedì nella capitale Bangui nella Repubblica Centrafricana da alcuni «banditi armati non ancora identificati».
Il 46enne si trovava da tempo in Africa per questioni lavorative con il suo addetto alla sicurezza, anche lui ucciso. Stando a quanto dichiarato dal collega geologo Frédéric Pounou all’AP, l'uomo lavorava presso ADMOG Gold, una società degli Emirati Arabi.
Assieme a una guida, era stato rapito prima di essere ucciso. «È caduto nelle mani degli aggressori proprio mentre stava per andarsene», ha spiegato Pounou.
Nel 2010 il locarnese aveva rilasciato un'intervista a Swissinfo in cui dichiarava come, al termine dei suoi studi in psicologia e geologia presso l'Università di Losanna, avesse trovato la sua vera passione, ovvero la geologia.
Nel 2003 era arrivato in Brasile e aveva iniziato a dedicarsi alla ricerca di giacimenti auriferi per poi trasferirsi in Africa, in particolare in zone di giacimenti di rame.
«In Svizzera, i geologi si occupano principalmente di idrogeologia o della costruzione di ponti, strade e gallerie. Sebbene siano compiti interessanti, non sono abbastanza stimolanti per i miei gusti. Volevo viaggiare e cercavo qualcosa di esotico», aveva dichiarato all'epoca.
Nonostante le sue ricche risorse minerarie, la Repubblica Centrafricana è uno dei più poveri al mondo ed è afflitto da instabilità da anni.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!