Dal bullismo (subito) al trono del calcio mondiale: chi è davvero Gianni Infantino

Nato a Briga da genitori italiani, il presidente della FIFA ha scalato tutti i vertici del calcio. Oggi, però, è travolto dalle polemiche dopo il clamoroso dietrofront sui Mondiali.
Nato a Briga da genitori italiani, il presidente della FIFA ha scalato tutti i vertici del calcio. Oggi, però, è travolto dalle polemiche dopo il clamoroso dietrofront sui Mondiali.
ZURIGO - Gianni Infantino è tornato ancora una volta al centro della scena. All'indomani dei Mondiali, il presidente della FIFA è stato travolto dalle polemiche per il progetto - poi ritirato - di cedere una quota dei diritti commerciali della Coppa del Mondo a investitori privati. L'ennesima controversia in una carriera che, dal 2016, lo ha portato ai vertici del calcio mondiale.
Nato il 23 marzo 1970 a Briga, nell'Alto Vallese, da genitori italiani emigrati in Svizzera, Infantino ha raccontato più volte un'infanzia tutt'altro che semplice, segnata anche da episodi di bullismo. «Ero il ragazzo con i capelli rossi e le lentiggini», ha ricordato. A offrirgli un punto di riferimento è stato il calcio, una passione che lo accompagna fin da bambino.
Il 1982 rappresenta uno spartiacque nella sua vita: «Il Sion vinse la Coppa Svizzera e l'Italia conquistò il Mondiale. Per me fu una doppia festa». Da giovane provò anche a giocare, senza particolari successi, ma arrivò a fondare insieme ad alcuni amici il FC Folgore, società poi confluita nel FC Brig-Glis.
La vera partita, però, Infantino l'ha vinta dietro una scrivania. Laureato in giurisprudenza all'Università di Neuchâtel, ha mosso i primi passi al Centro Internazionale di Studi Sportivi (CIES) prima di approdare, nel 2000, alla UEFA. La sua ascesa è stata rapidissima: nel 2009 è diventato segretario generale, lavorando fianco a fianco con Michel Platini e contribuendo a riforme di grande impatto, dal Financial Fair Play all'allargamento della fase finale degli Europei.
La svolta decisiva è arrivata nel 2015, quando lo scandalo corruzione ha travolto la FIFA. Con le uscite di scena di Sepp Blatter e dello stesso Platini, Infantino ha colto l'occasione candidandosi alla presidenza con un programma basato su maggiori investimenti per le federazioni e sull'espansione delle competizioni internazionali. Il 26 febbraio 2016 è stato eletto al secondo turno con 115 voti su 207, diventando il nuovo numero uno del calcio mondiale.
Da allora il suo mandato è stato caratterizzato da riforme, rivoluzioni e polemiche. Dall'allargamento del Mondiale alla nascita della nuova Coppa del Mondo per club, fino alle recenti critiche sulla tentata privatizzazione dei diritti del torneo iridato, Infantino continua a dividere il mondo del calcio come pochi altri dirigenti prima di lui.








