Arriva El Niño: sarà un caldo autunno

Mentre l'estate continua a essere bollente, l'ONU ha lanciato l'allarme rispetto al fenomeno climatico. Previste temperature elevate in gran parte dei continenti.
GINEVRA - Il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha lanciato un avvertimento sugli effetti del fenomeno climatico El Niño in fase di sviluppo, indicando una fine estate e un autunno caratterizzati da temperature elevate.
«Mentre lottiamo con guerra e instabilità, si aggrava un'altra crisi – una crisi che non conosce confini e distrugge vite e mezzi di sussistenza in tutto il mondo», ha dichiarato a New York.
Anomalie con picco a novembre
L’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) prevede un El Niño di forte intensità, sulla base dei primi segnali osservati. In combinazione con oceani già caldi e altri fenomeni nell’Oceano Indiano, il fenomeno influenzerà il clima globale nella seconda metà dell’anno, con anomalie che dovrebbero raggiungere il picco a novembre.
«El Niño si sta rafforzando»
Secondo Guterres, l’estate segnata da «ondate di calore da record» e «incendi boschivi apocalittici» rappresenta solo un’anticipazione. «El Niño si sta rafforzando – e riscalda ulteriormente la situazione già tesa sul nostro pianeta», ha detto, criticando anche la scarsa attenzione alle cause profonde: la crisi climatica alimentata dai combustibili fossili.
Il fenomeno El Niño si verifica naturalmente ogni due-sette anni e comporta un riscaldamento delle acque superficiali nel Pacifico equatoriale, con effetti su venti e correnti. Le conseguenze dirette in Europa restano generalmente moderate, mentre risultano più marcate nelle regioni tropicali e subtropicali.
Nel mirino anche l'Europa meridionale
Secondo i modelli più recenti, l’evento del 2026 porterà con alta probabilità temperature superiori alla media in gran parte dei continenti, tra cui Africa, Europa meridionale, Asia e Americhe. Sono attese precipitazioni superiori alla norma in alcune aree, come il Corno d’Africa e parti dell’Europa meridionale, mentre altre regioni potrebbero registrare condizioni più secche. La prossima valutazione della WMO sull’intensità del fenomeno è prevista all’inizio di settembre.



