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SPAGNA

Ceuta: continua il flusso di migranti, i morti sono almeno 18

Centinaia di giovani migranti, molti dei quali minorenni, hanno trascorso la notte nei parchi cittadini, sui prati o all'ingresso dei parcheggi pubblici
Ceuta: continua il flusso di migranti, i morti sono almeno 18
Ceuta: continua il flusso di migranti, i morti sono almeno 18
AFP
Fonte Ats Ans
Ceuta: continua il flusso di migranti, i morti sono almeno 18
Centinaia di giovani migranti, molti dei quali minorenni, hanno trascorso la notte nei parchi cittadini, sui prati o all'ingresso dei parcheggi pubblici

MADRID - Prosegue senza sosta l'afflusso di migranti dal Marocco verso Ceuta, dove migliaia di persone sono entrate nelle ultime ore via mare e via terra, mettendo in ginocchio la capacità di accoglienza dell'enclave spagnola. Il bilancio dei corpi di migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto il territorio spagnolo recuperati in mare è salito a 18, segnala la Guardia Civil.

Centinaia di giovani migranti, molti dei quali minorenni, hanno trascorso la notte nei parchi cittadini, sui prati o all'ingresso dei parcheggi pubblici, trasformando la città autonoma in un dormitorio a cielo aperto, con il sistema dell'accoglienza al collasso.

Anche dall'alba di oggi decine di persone hanno continuato a riversarsi in mare per raggiungere a nuoto l'enclave, mentre via terra colonne di migranti tentano di attraversare la frontiera nella zona industriale del Tarajal, secondo le immagini rimandate in diretta dall'emittente Tve. Dopo aver mobilitato unità dell'esercito per far fronte all'emergenza, il presidente del governo Pedro Sanchez sarà oggi nella città autonoma, accompagnato dal ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska.

Anche nella notte, migliaia di persone hanno attraversato il confine approfittando della scarsa opposizione iniziale delle forze di sicurezza marocchine, mentre Rabat ha successivamente rafforzato i controlli, con un dispiegamento massiccio di gendarmi, in tre cordoni di polizia alla frontiera di Findeq - la città di Castillejos durante il protettorato spagnolo confinante con Ceuta - per fermare il flusso ininterrotto, impiegando mezzi antisommossa, come i cannoni ad acqua per disperdere i migranti.

Quanto al programma del premier spagnolo, Sanchez alle 11.40 sarà alla frontiera del Tarajal, dove si riunirà con i vertici delle forze e corpi di sicurezza dello Stato, per poi presiedere a mezzogiorno una riunione di coordinamento con il presidente della città autonoma, Jesus Vivas, informano fonti governative. Al termine della riunione è prevista una dichiarazione congiunta.

Sul fronte diplomatico, ieri il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha convocato l'ambasciatore d'Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, dopo l'annuncio di Roma di valutare la sospensione dell'accordo Schengen sulla libera circolazione con Madrid.

Chiusa la frontiera a Melilla
La frontiera di Beni-Enzar, principale valico tra l'enclave spagnola di Melilla e il Marocco, è rimasta chiusa dopo un tentativo di ingresso massiccio di migranti iniziato nella tarda serata di ieri lungo diversi punti del perimetro di confine, sia via terra sia via mare. Lo ha reso noto la delegazione del Governo spagnolo a Melilla.

Secondo il presidente della città autonoma, Juan José Imbroda (Partito Popolare), «circa 300 o 400 migranti al massimo sono riusciti a entrare» nell'enclave durante gli incidenti. In dichiarazioni all'emittente Cope, Imbroda ha affermato che «la crisi non ha paragoni con quella di Ceuta» e ha attribuito gli arrivi anche «all'effetto emulazione» provocato dall'assalto in massa all'altra enclave iberica in Marocco.

Il presidente ha spiegato che i tentativi di ingresso sono avvenuti contemporaneamente attraverso i valichi di frontiera della zona del Dique Sur, sia sul versante terrestre che marittimo. «La gendarmeria marocchina sta collaborando» e «l'azione della Guardia Civile, della polizia nazionale e della polizia locale è esemplare».

La chiusura del valico ha provocato pesanti disagi a centinaia di viaggiatori dell'Operazione Passaggio nello Stretto, il piano estivo concordato fra Madrid e Rabat che regola il transito dei cittadini magrebini residenti in Europa, diretti verso il Marocco o di rientro nei paesi d'origine per le vacanze estive, oltre a pendolari, turisti e residenti sulle due sponde della frontiera. Al momento non è stata comunicata la data della riapertura.

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