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Ecco perché un volo Swiss ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza

La compagnia ha svolto delle verifiche ed è stata identificata l'origine del fumo in cabina: una custodia di ricarica per cuffiette si era danneggiata e surriscaldata.
Ecco perché un volo Swiss ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza
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Fonte SWISS
Ecco perché un volo Swiss ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza
La compagnia ha svolto delle verifiche ed è stata identificata l'origine del fumo in cabina: una custodia di ricarica per cuffiette si era danneggiata e surriscaldata.

ZURIGO - È successo lunedì. Un aereo della Swiss è stato costretto a effettuare un atterraggio d’emergenza a causa di uno sviluppo di fumo a bordo. Il volo LX16, partito da Zurigo e diretto a New York, è stato dirottato verso Bangor, nello Stato americano del Maine.

Al momento dell'evacuazione dei 208 passeggeri a bordo, l'origine del fumo, che proveniva dalla parte anteriore della business class, non era stata chiarita. Ma ora Swiss ha delle risposte. E il problema non ha nulla a che vedere con l'aereo in sé.

Il danno, poi il surriscaldamento e il fumo
«Abbiamo inviato un team tecnico a Bangor per ispezionare l’aeromobile», fa sapere la compagnia aerea in un comunicato. «I nostri specialisti sono già riusciti a determinare l’origine del fumo: le indagini condotte finora mostrano che una custodia di ricarica per auricolari è scivolata all’interno di un sedile rimanendo incastrata. Il dispositivo è stato danneggiato, provocando un surriscaldamento e quindi l’emissione di fumo».

«Si tratta di una custodia disponibile in commercio che consente anche di ricaricare gli auricolari grazie a una funzione di batteria esterna», precisa Swiss, spiegando che «molti dispositivi elettronici contengono batterie al litio. Se queste vengono danneggiate o non funzionano correttamente, possono surriscaldarsi e, nel peggiore dei casi, provocare un incendio».

Per questo motivo a bordo si applicano regole severe per i dispositivi elettronici e, in particolare, per i power bank (caricatori portatili). «È responsabilità dei passeggeri rispettare tali regole», viene sottolineato.

Swiss coglie quindi l'occasione per ricordare alcuni regole e punti principali:
- L’utilizzo di power bank a bordo dei nostri aerei non è più consentito dall’inizio dell’anno.
- I dispositivi elettronici o le batterie non possono quindi essere ricaricati tramite un power bank.
- Non è inoltre consentito ricaricare un power bank.
- I passeggeri possono comunque portare a bordo dei power bank, fino a un massimo di due per persona.
- Questi devono essere conservati su di sé, nella tasca del sedile oppure nel bagaglio a mano collocato sotto il sedile.
- È vietato trasportare power bank nel bagaglio da stiva o riporle nella cappelliera sopra i sedili.
- Le stesse regole si applicano anche alle sigarette elettroniche.

«Nel video di sicurezza trasmesso prima della partenza chiediamo espressamente ai passeggeri di informare immediatamente l’equipaggio di cabina se un dispositivo elettronico si surriscalda, emette fumo, è danneggiato o cade sotto il sedile», prosegue Swiss. «Informazioni dettagliate sul trasporto di dispositivi elettronici sono disponibili anche sul nostro sito web».

«I veri power bank possono provocare danni molto più gravi»
Nel caso del volo LX16 «si trattava “solo” di una piccola custodia di ricarica con una capacità della batteria relativamente bassa. I veri power bank hanno capacità nettamente superiori. In caso di danni o malfunzionamenti, le conseguenze possono quindi essere molto più gravi», viene evidenziato nella nota stampa. «Per questo è ancora più importante continuare a sensibilizzare su questo tema. I nostri passeggeri condividono una responsabilità in materia di sicurezza e dobbiamo poter contare sul loro rigoroso rispetto delle regole relative ai power bank».

Swiss ringrazia infine tutto l’equipaggio del volo LX16 per aver reagito immediatamente, in modo mirato e appropriato.

«La sicurezza resta sempre la nostra priorità assoluta. Ciò include anche misure precauzionali come una deviazione, per poter reagire tempestivamente a eventuali rischi. In questa situazione, l’equipaggio di cockpit ha seguito rigorosamente le procedure che viene addestrato a eseguire regolarmente al simulatore. In caso di emissione di fumo di origine non determinata a bordo, non corriamo alcun rischio. Per questo è stato immediatamente scelto l’aeroporto idoneo più vicino per la deviazione e l’atterraggio è stato gestito con priorità elevata a titolo precauzionale».

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