Chi non si adegua chiude: «Ecco cosa succederà da domani»

Ultimo giorno per i ritardatari: le autorità ticinesi sono pronte a sanzionare chi non si è ancora adeguato alla nuova Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR).
Ultimo giorno per i ritardatari: le autorità ticinesi sono pronte a sanzionare chi non si è ancora adeguato alla nuova Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR).
LUGANO - Siamo a un minuto dalla mezzanotte e c’è ancora qualche ritardatario che rischia la chiusura. È questo, in estrema sintesi, il messaggio di Gabriele Beltrami, direttore di GastroTicino, a poche ore dalla scadenza della proroga fissata per oggi, venerdì 31 luglio, concessa agli esercenti che non hanno ancora adeguato il proprio locale alla nuova normativa sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR).
Chi non si adegua deve chiudere
Il Cantone, durante la presentazione degli ultimi dati ufficiali a metà luglio, era stato chiaro: i 350 esercizi pubblici e affittacamere ticinesi che non avevano ancora avviato l’adeguamento delle autorizzazioni alla gerenza rischiano di dover chiudere i battenti. Nonostante il periodo transitorio di tre anni previsto dalla normativa, molti esercenti hanno infatti atteso gli ultimi mesi utili per inoltrare la domanda, malgrado i ripetuti richiami e le comunicazioni informative delle autorità.
Cosa aspettarsi dunque a partire dal primo di agosto? «Non sembra che si procederà con chiusure immediate», ci spiega Beltrami. «Ma chi sarà in ritardo o verrà richiamato rischia sanzioni e multe. È anche una questione di rispetto verso chi si è adeguato nei tempi previsti. Se nelle prossime settimane non verranno effettuati i lavori necessari, allora sì, è possibile che gli uffici competenti arrivino a misure estreme».
Davide Giordano tio.chGabriele Beltrami, direttore di GastroTicino, e Filippo Picardi, del Ristorante Stadio Lugano.Una sensibilità diversa dopo la tragedia di Crans-Montana
La legge, approvata in Gran Consiglio nel 2023, prevede diversi requisiti: attestazione municipale d’idoneità, standard igienico-sanitari, sicurezza antincendio e certificazione della capacità massima ufficiale. Un’attenzione diventata ancora più urgente dopo la tragedia di Crans-Montana.
«Tutti dovrebbero conoscere la situazione», prosegue il direttore di GastroTicino. «Dal 2023 c’erano tre anni di tempo per adeguarsi. Il Gran Consiglio e chi ha elaborato la legge hanno previsto questo periodo proprio per consentire agli esercizi pubblici di mettersi in regola, in particolare per quanto riguarda norme antincendio, sicurezza e uscite di emergenza. Era un passaggio importante per la ripartenza del settore».
Qualche ritardo0 tra investimenti e burocrazia
Eppure una parte significativa del settore ha rimandato fino all’ultimo. «La comunicazione è stata ampia. Non solo GastroTicino, ma anche Hotel & Restaurant Ticino e la polizia amministrativa hanno informato gli esercenti una trentina di volte, inclusi i non associati. Tutte le indicazioni erano disponibili anche online, con tempi più che sufficienti per procedere».
Recentemente, aggiunge, «abbiamo anche tenuto una conferenza stampa molto seguita: è difficile sostenere di non essere stati informati. Inoltre, è stato concesso un mese e mezzo in più rispetto alla scadenza iniziale del 15 giugno. Mi auguro che nel frattempo tutti si siano almeno attivati per richiedere la nuova autorizzazione».
«I controlli sono diventati più rigorosi»
Chi si è mosso per tempo è Filippo Picardi, proprietario del Ristorante Stadio Lugano. «Abbiamo dovuto effettuare alcuni interventi, anche se eravamo già in gran parte a norma. Dopo quanto accaduto a Crans-Montana, i controlli sono diventati più rigorosi. Nel nostro caso non si è trattato di un investimento particolarmente oneroso: abbiamo installato la segnaletica luminosa per le uscite di sicurezza, sostituito gli estintori e reso ben visibile la loro posizione anche per i clienti».
La legge è stata approvata nel 2023, ma la sensibilità è cambiata dopo la tragedia di Crans-Montana, non solo per le autorità ma anche per i ristoratori. «Dopo quanto accaduto, l’attenzione è aumentata. La legge è uguale per tutti e ha comportato costi sia per i gerenti sia per i proprietari degli immobili, in un periodo non semplice per la ristorazione. È stato un cambiamento importante, ma positivo: oggi i clienti si sentono più sicuri e percepiscono maggiore attenzione alla sicurezza, anche grazie alla visibilità degli estintori e alle misure adottate».








