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A 104 km/h sui 50, Sirica convocato in polizia. «È stata una ca...ta»

È stato lo stesso co-presidente socialista a renderlo noto all'opinione pubblica con un video social
A 104 km/h sui 50, Sirica convocato in polizia. «È stata una ca...ta»
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A 104 km/h sui 50, Sirica convocato in polizia. «È stata una ca...ta»
È stato lo stesso co-presidente socialista a renderlo noto all'opinione pubblica con un video social

BELLINZONA - Nel clima di massima trasparenza, seguito al caso Zali (e, prima ancora, la vicenda con al centro Norman Gobbi), il co-presidente del Partito socialista ticinese Fabrizio Sirica è andato sui social per rendere pubblica una vicenda personale legata a una violazione del codice della strada, sottolineando la volontà di affrontarne le conseguenze.

Sirica ha spiegato di aver ricevuto una convocazione dalla polizia per un’infrazione stradale, che lui stesso ha definito grave. L’episodio risale a un sabato di giugno, quando, durante un giro sui passi svizzeri insieme a un amico, Sirica è incappato in un radar mentre viaggiava a 104 chilometri orari in un tratto con limite di 50.

Nel ricostruire l’accaduto, il co-presidente Ps ha precisato di non voler in alcun modo sottrarsi alle proprie responsabilità, definendo l’episodio «una ca...ta» e «un errore». Ha tuttavia aggiunto un elemento di contesto: il tratto in cui è avvenuta la violazione si trovava fuori dal centro abitato, in una zona di campagna dopo il paese di Wassen (UR). Convinto che il limite fosse di 80 chilometri orari, avrebbe accelerato dopo la fine del tratto a 50, venendo però rilevato dal dispositivo di controllo proprio durante l’accelerazione.

«Un errore per cui pagherò», ha dichiarato, indicando le conseguenze previste: un decreto d’accusa, il ritiro della patente e una sanzione economica significativa.

L’esponente ha inoltre evidenziato come l’episodio abbia già rappresentato un momento di riflessione personale, ribadendo la scelta di rendere pubblica la vicenda in nome della trasparenza. «La politica deve vivere non di supereroi che non commettono errori, ma di totale trasparenza», ha affermato, aggiungendo l’impegno a migliorare anche alla luce di quanto accaduto.

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