Cambiamenti climatici e agricoltura, l’appello: «Il sostegno dev'essere rapido»

L'Unione Contadini Ticinesi chiede misure concrete e invita l'intero settore a essere solidale
BELLINZONA - Il settore agricolo svizzero è sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici e ha bisogno di interventi rapidi e concreti. È quanto emerge dal dibattito riacceso da una recente lettera inviata al comitato direttivo dell’Unione Svizzera dei Contadini (USC) e alle agenzie di stampa da parte di alcuni agricoltori, che denunciano una presunta inattività delle organizzazioni di categoria.
Una critica che, secondo l’Unione Contadini Ticinesi (UCT), non tiene conto delle misure già adottate né propone soluzioni immediate, proprio quelle che risultano oggi più urgenti. I problemi evidenziati nella lettera, infatti, riflettono la realtà quotidiana di molte aziende agricole.
Grandine e siccità, ugualmente dannose
Eventi estremi sempre più frequenti stanno mettendo a dura prova il comparto. La grandinata che ha colpito il Mendrisiotto a giugno e le successive ondate di calore ne sono un esempio. A livello nazionale, la scarsità di precipitazioni continua a causare difficoltà nell’approvvigionamento idrico, in particolare sugli alpeggi. «I nostri animali si ammalano, il nostro foraggio non basta per l’inverno e le nostre colture si seccano nei campi», si legge nella lettera, che descrive una situazione tutt’altro che teorica.
L’Unione Contadini Ticinesi evidenzia di essere in costante contatto con associazioni agricole, uffici cantonali e USC per raccogliere le difficoltà del settore e proporre soluzioni a livello cantonale e federale. «La mancanza di risultati può risultare frustrante, ma non va considerata mancanza di impegno», viene precisato, sottolineando come spesso il lavoro sia svolto lontano dai riflettori.
Le contromisure
Nel contesto della siccità del 2026, in Ticino sono già state attivate diverse misure. La Sezione dell’agricoltura, in accordo con gli uffici federali, ha riconosciuto la situazione come “caso di forza maggiore” previsto dalla legge. Questo consente il versamento integrale dei pagamenti diretti anche in caso di mancato adempimento di alcuni requisiti, evitando ulteriori penalizzazioni economiche e garantendo la continuità delle attività.
Sono inoltre state semplificate le procedure per la captazione di acqua pubblica a scopo di irrigazione d’emergenza, con la possibilità di richiedere materiale di pompaggio in prestito dalla protezione civile. A livello nazionale, l’USC ha ottenuto l’abolizione dei dazi sull’importazione di foraggio, misura in vigore dal 1° agosto.
Non solo emergenza: lavorare a lungo termine
Secondo l’Unione Contadini Ticinesi, queste rappresentano «alcune delle misure concrete e immediate» di cui il settore ha bisogno. Accanto agli interventi urgenti, resta fondamentale lavorare su strategie di medio e lungo termine per favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici e la mitigazione dei loro effetti. Tuttavia, viene sottolineato come interventi locali sulle emissioni, se non accompagnati da azioni globali, rischino di avere un impatto limitato.
«Comprendiamo la frustrazione dell’aspettare risposte che sembrano richiedere troppo tempo dinanzi all’urgenza del presente», si legge ancora, riconoscendo la complessità e la lentezza del sistema svizzero.
Appello alla solidarietà
L’appello finale è rivolto alle famiglie contadine: restare unite, mantenere coesione e continuare il dialogo con le organizzazioni di categoria. Fondamentale è la solidarietà tra agricoltori, invitando chi dispone di risorse a condividere posti di estivazione, riserve idriche, foraggio e superfici di pascolo con chi si trova in maggiore difficoltà.
«Servono misure immediate di sostegno alle famiglie contadine confrontate con queste crisi e un rafforzamento degli strumenti per la moderazione e la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici, che portino risultati tangibili e rapidi».



