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Infantino sempre più solo: la rivolta del calcio mondiale è iniziata

Il passo indietro sulla vendita dei Mondiali non basta: cresce la sfiducia delle federazioni nei confronti del presidente FIFA. Un esperto: «Non credo di aver mai visto una caduta così rapida di un dirigente sportivo».
Infantino sempre più solo: la rivolta del calcio mondiale è iniziata
AFP
Fonte ATS
Infantino sempre più solo: la rivolta del calcio mondiale è iniziata
Il passo indietro sulla vendita dei Mondiali non basta: cresce la sfiducia delle federazioni nei confronti del presidente FIFA. Un esperto: «Non credo di aver mai visto una caduta così rapida di un dirigente sportivo».
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FIFA - Solo quindici giorni fa Gianni Infantino celebrava quella che aveva definito «la migliore Coppa del mondo della storia». Oggi, invece, il presidente della FIFA si trova al centro della tempesta: sempre più isolato, criticato da numerose federazioni e costretto a fare marcia indietro sul contestato progetto di aprire i Mondiali agli investitori privati.

Il Mondiale nordamericano è stato un successo senza precedenti sul piano economico e mediatico: quasi 15 miliardi di dollari di ricavi, 6,6 milioni di spettatori negli stadi e ascolti televisivi da record. Numeri che sembravano aver ulteriormente rafforzato la posizione del dirigente vallesano. È bastato però l'annuncio della vendita di una quota dei diritti della Coppa del Mondo per far crollare il consenso costruito negli ultimi anni.

La retromarcia della FIFA non è bastata a placare le polemiche. Anzi. Secondo diverse indiscrezioni, il malcontento continua a crescere nel calcio internazionale, con molte federazioni che avrebbero perso fiducia nella leadership di Infantino. Inghilterra e Galles (vedi box) hanno già annunciato ufficialmente che ritireranno il proprio sostegno all'attuale numero uno della FIFA.

Inghilterra e Galles ritirano ufficialmente il supporto a Infantino - In vista delle elezioni FIFA per il mandato 2027-2031, le federazioni di Inghilterra e Galles hanno deciso di rompere il silenzio e prendere ufficialmente le distanze dal presidente della federazione mondiale. La Football Association (FA) e la Football Association of Wales (FAW) hanno annunciato, attraverso due comunicati separati, che non sosterranno la candidatura di Infantino per un nuovo mandato. Si tratta delle prime federazioni affiliate alla FIFA a schierarsi apertamente contro la rielezione del numero uno del calcio mondiale. Una presa di posizione dal peso significativo, anche perché Inghilterra e Galles saranno tra i Paesi organizzatori dell’Europeo 2028, insieme a Scozia, Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda.

«Non credo di aver mai visto una caduta così rapida di un dirigente sportivo», ha dichiarato all'AFP Michael Payne, storico ex direttore marketing del Comitato Olimpico Internazionale, attribuendo la crisi a un «orgoglio smisurato». Un giudizio pesante nei confronti di un presidente che, fino a oggi, era sempre riuscito a superare le numerose controversie della sua gestione: dai Mondiali in Russia e Qatar fino all'assegnazione dell'edizione 2034 all'Arabia Saudita e all'allargamento del torneo a 48 squadre.

Ora, però, il vento sembra cambiato. Secondo la stampa britannica, diverse federazioni europee riunite nell'UEFA e alcuni membri della CONCACAF starebbero discutendo una mozione di censura o la richiesta di dimissioni del presidente. Sul tavolo resta anche l'ipotesi, estrema, di un boicottaggio della Coppa del Mondo.

Infantino può ancora contare sull'appoggio di gran parte delle federazioni africane e oceaniche, rafforzato negli anni da promesse di maggiori investimenti nello sviluppo del calcio. Tuttavia, il suo margine di manovra appare sempre più ridotto e, in vista delle elezioni del 2027, iniziano a circolare i primi nomi alternativi. Tra questi figura quello del vicepresidente della FIFA e presidente della CONCACAF, Victor Montagliani.

Per molti osservatori la sua posizione non è ancora compromessa, ma è diventata estremamente fragile. Il timore è che il calcio mondiale possa andare incontro a una profonda frattura istituzionale. La fotografia più dura della situazione la offre ancora Michael Payne: «La leadership di Infantino è diventata radioattiva». Una frase che racconta meglio di qualsiasi statistica il momento più delicato della sua presidenza.

Nel frattempo Gianni Infantino ha chiesto l'aiuto di Donald Trump per mantenere il suo posto alla guida della Fifa in un clima di crescente pressione per le sue dimissioni.

Lo riferisce il New York Post citando due fonti informate, secondo le quali Infantino avrebbe in programma oggi una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Fonti della Fifa, tuttavia, hanno smentito a Fox news la telefonata con Rubio o »con qualsiasi altro membro del governo di Trump oggi o un altro giorno».

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