Diventare ricchi, le dieci regole dello storico Joseph Moore

Dalla concentrazione su una sola competenza ai rischi calcolati: i consigli controcorrente dell’esperto americano
ZURIGO - La maggior parte delle persone non diventa ricca diversificando, ma concentrandosi su una sola cosa in cui è particolarmente competente. È la tesi dello storico americano Joseph Moore, oggi investitore di successo, che in un’intervista pubblicata dal Tages-Anzeiger propone dieci regole per accumulare ricchezza, mettendo in discussione molti luoghi comuni sul risparmio.
Secondo Moore, il punto chiave è fare ciò che altri non sono disposti a fare e assumersi rischi calcolati. «Non parlo di accendere un’ipoteca per comprare bitcoin: quello è gioco d’azzardo», precisa. «Parlo di rischi strategici, in cui si può influenzare il risultato, grazie alle proprie competenze o perché si tratta di investimenti collaudati».
Il 48enne sottolinea inoltre come il contesto attuale sia, paradossalmente, favorevole. «Viviamo nel periodo a minor rischio della storia», afferma, citando le reti di sicurezza sociale. A suo avviso, il pessimismo diffuso rappresenta un ostacolo: «La convinzione di non poter andare avanti è un vero killer per l’accumulo di ricchezza».
Lo stesso Moore racconta di essere partito da zero. Prima della crisi del 2008 acquistò una casa senza le necessarie conoscenze, salvo poi rivenderla in tempo dopo aver compreso di non potersela permettere. Da quell’esperienza è nato il suo interesse per la storia finanziaria, che lo ha portato a studiare come le strategie economiche siano cambiate nel tempo, dal XIX secolo fino alle crisi del Novecento.
Nel suo libro “How to Get Rich in American History”, Moore riassume le sue conclusioni in dieci strategie: risolvere problemi per creare imprese, scegliere con attenzione il partner, sfruttare opportunità come l’affitto di stanze, spostarsi dove ci sono possibilità, investire nei figli senza renderli dipendenti, evitare di fare da garanti, non inseguire le mode e mantenere gli investimenti nel lungo periodo. Un approccio che invita a guardare meno alle crisi e più alla continuità della crescita nel tempo.



