A2 ancora al collasso: «Il Ticino non può essere ostaggio del traffico di transito»

Altra interrogazione dopo gli incolonnamenti infernali sperimentati ieri sera sull'autostrada A2.
BELLINZONA - Dopo i leghisti, arriva Avanti con Ticino&Lavoro. Anche in questo caso l'interrogazione si focalizza sull'odissea che hanno dovuto affrontare migliaia di automobilisti ieri sera sulla A2, in seguito a un incidente verificatosi a Mezzovico. Ma il focus di Giovanni Albertini (primo firmatario), Amalia Mirante ed Evaristo Roncelli è un po' diverso.
«Quanto accaduto sabato 8 agosto sull’A2 non può essere archiviato semplicemente come l’ennesima giornata difficile sulle nostre strade», esordiscono i granconsiglieri. «Il grave incidente avvenuto in territorio di Mezzovico ha infatti generato un effetto domino che ha paralizzato per ore buona parte del Sottoceneri».
La chiusura dell’autostrada «ha inoltre riversato una quantità insostenibile di veicoli sulle strade cantonali, comunali e nei centri abitati».
«La nostra rete viaria è fragile»
L’incidente è stato certamente un evento eccezionale, viene sottolineato, «ma la fragilità della nostra rete viaria davanti a situazioni di questo genere, non può più essere considerata eccezionale. Il problema delle colonne sull’asse del San Gottardo e del traffico di transito attraverso il nostro cantone è infatti conosciuto da anni».
«Ci vuole una tassa sul transito da confine a confine»
Il Ticino non può essere contemporaneamente corridoio di transito europeo e ostaggio del traffico di transito, insistono i deputati di Avanti con Ticino&Lavoro. «Non pretendiamo che esista una soluzione unica a un problema complesso. Ma su un punto la nostra posizione è chiara: il traffico di puro transito deve contribuire maggiormente ai costi e ai disagi che genera. Per questo riteniamo che una tassa sul transito da confine a confine debba essere introdotta e sostenuta con convinzione anche dal Ticino».
«Non possiamo limitarci ad aspettare la prossima colonna»
Accanto al pedaggio, «occorre studiare e confrontare anche le altre misure capaci di ridurre concretamente la pressione sull’A2 e sulla viabilità locale, compreso il possibile ritorno di soluzioni ferroviarie per il trasporto delle automobili. Perché se dopo anni di interrogazioni, studi e discussioni basta ancora un incidente per paralizzare decine di chilometri di territorio, non possiamo limitarci ad aspettare la prossima colonna».
«Il Ticino è uno dei principali corridoi europei nord-sud, ma prima di essere una via di transito è un territorio nel quale centinaia di migliaia di persone devono poter vivere, lavorare e spostarsi», continua l'interrogazione. «Quando l’A2 si blocca, le conseguenze non riguardano soltanto chi sta attraversando il nostro Cantone. Riguardano i residenti, i lavoratori, i Comuni, il trasporto pubblico e, aspetto particolarmente delicato, anche la possibilità per i mezzi di soccorso di muoversi rapidamente».
Per Avanti con Ticino&Lavoro occorre quindi capire cosa sia stato fatto negli ultimi anni, quali misure abbiano prodotto risultati e quali nuove soluzioni il Ticino sia disposto a portare con forza sul tavolo della Confederazione.
Ed ecco le domande poste al Consiglio di Stato:
1. Quante volte negli ultimi cinque anni si sono verificate sull’A2 in Ticino situazioni di grave congestione con colonne superiori rispettivamente a 10, 15 e 20 chilometri? Il fenomeno risulta in aumento e quali sono state le principali cause?
2. Alla luce delle numerose situazioni critiche registrate negli ultimi anni, quali modifiche concrete sono state introdotte nei piani di gestione delle emergenze e nel coordinamento tra Cantone, USTRA, Polizia, Comuni e trasporto pubblico? Quanto accaduto l’8 agosto ha evidenziato delle lacune sulle quali il Governo ritiene necessario intervenire?
3. Quali misure sono state nel frattempo adottate o sono in fase di attuazione per contrastare il cosiddetto traffico parassitario, in particolare quello generato dai sistemi di navigazione che indirizzano migliaia di automobilisti sulle strade cantonali, comunali e attraverso i centri abitati? È possibile intervenire maggiormente affinché le limitazioni della rete locale vengano recepite tempestivamente anche dai principali sistemi di navigazione?
4. Quali garanzie esistono, in caso di paralisi prolungata dell’A2 e della rete viaria secondaria, per assicurare la mobilità dei residenti, il funzionamento del trasporto pubblico e soprattutto il passaggio prioritario dei mezzi di soccorso? Quanto accaduto l’8 agosto ha creato criticità anche sotto questo profilo?
5. Alla luce del ripetersi e dell’aggravarsi delle congestioni sull’asse del Gottardo e, soprattutto, dell’accoglimento da parte delle Camere federali della mozione 25.3744 Chiesa, quali ragioni concrete giustificano ancora l’opposizione espressa dal Consiglio di Stato nel 2023 a un pedaggio o a una tariffazione specifica del traffico di puro transito? È disposto il Governo a rivedere tale posizione e a sostenere attivamente presso la Confederazione l’introduzione di una tassa sul transito stradale da confine a confine, modulata in funzione delle condizioni del traffico e destinata ai veicoli che attraversano la Svizzera senza un soggiorno sostanziale nel Paese? In caso contrario, come intende giustificare il fatto che i costi e i disagi generati dal traffico di transito continuino a ricadere in larga misura sui territori e sulla popolazione che li subiscono?
6. Il Consiglio di Stato ritiene ancora attuali le valutazioni negative espresse in passato sulla possibilità di utilizzare treni-navetta per il trasporto delle automobili attraverso l’asse del Gottardo, oppure è disposto a chiedere alla Confederazione una nuova valutazione o uno studio di fattibilità che consideri anche soluzioni differenti da quelle storicamente utilizzate, nuovi terminali e un eventuale servizio stagionale nei periodi di maggiore affluenza?
7. È disponibile il Governo a promuovere, insieme alla Confederazione, uno studio complessivo che quantifichi quanta parte del traffico automobilistico di transito potrebbe realisticamente essere sottratta all’A2 attraverso una combinazione di misure quali ferrovia, gestione intelligente dei flussi, informazione preventiva, tassa sul traffico di puro transito e altre soluzioni innovative?
8. È disposto infine il Consiglio di Stato a farsi promotore presso la Confederazione di un vero “Piano Gottardo”, che superi la gestione delle singole emergenze e affronti complessivamente traffico di transito, protezione della viabilità locale, grandi esodi, incidenti, informazione agli automobilisti, nuove tecnologie e possibili alternative alla strada?



