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Dal Ticino all'Odissea: «Il segreto? Saper far tesoro dei “no”»

Jacopo Merlini, attore nostrano, ci racconta la sua avventura hollywoodiana. E com'è fare colazione con Tom Holland e Matt Damon.
Dal Ticino all'Odissea: «Il segreto? Saper far tesoro dei “no”»
Jacopo Merlini
Dal Ticino all'Odissea: «Il segreto? Saper far tesoro dei “no”»
Jacopo Merlini, attore nostrano, ci racconta la sua avventura hollywoodiana. E com'è fare colazione con Tom Holland e Matt Damon.

LOSONE - «Tu ti immagini cosa vuol dire avere paura di finire l'università, di non trovare lavoro, sei preoccupato per il tuo destino e poi finisci a fare un film per Christopher Nolan?». Ha raccontato Jacopo Merlini, attore 24enne nato e cresciuto in Ticino.

Un'esperienza che per il giovane ticinese è arrivata quasi inaspettatamente. Iscritto a un'agenzia londinese che rappresenta giovani talenti, ha partecipato a un'audizione che lo ha portato direttamente all'interno del cast dell'Odissea come stuntman.

Il suo successo è dovuto a un mix di sacrifici e amore per la recitazione. Sin da giovanissimo, spinto dalla passione per i supereroi e dalla volontà di essere come uno di loro, ha studiato alla scuola Moving Factory di Losone. Qui, a contatto con diversi professionisti, ha appreso le prime nozioni di teatro e atletica, ma non solo. La danza classica, moderna, l'hip-hop e l'acrobatica sono state per lui discipline fondamentali che lo hanno aiutato ad acquisire padronanza del proprio corpo. Successivamente ha studiato recitazione e combattimento scenico a Londra, elementi che gli sono stati utili durante le riprese dell'Odissea.

Sul set con le star di Hollywood
Jacopo ha descritto l'esperienza condivisa con i colleghi hollywoodiani come "incredibile", aggiungendo che il set non permetteva la differenziazione a livello di ruoli e che questo li ha portati a vivere insieme diversi momenti di quotidianità.
«Noi ci ritrovavamo a mangiare, dormire, a colazione con Tom Holland, con Matt Damon. Con tutti loro»

Rifiuti, dubbi e perseveranza
Nonostante il recente successo, il 24enne ha ammesso che il percorso non è stato privo di ostacoli. Prima di raggiungere i traguardi di oggi, ha dovuto fare i conti con numerosi rifiuti, imparando solo con il tempo a convivere con i "no".

«Dipende da quanto riesci a stare bene con il rifiuto. Adesso mi sto abituando e, più o meno, va. All'inizio, però, è difficilissimo, perché ti chiedi se ci sia qualcosa che non va in te. Pensi: forse è meglio che smetta. Perché dovrei andare avanti? Loro ne sanno più di me, quindi se non mi vogliono significa che non sono abbastanza bravo», ha raccontato.

A fare la differenza, però, è stata la sua determinazione. Per Jacopo, tutto dipende dalla perseveranza e dalla passione per ciò che si fa: «Se ami davvero quello che fai, alla fine un po' te ne freghi di chi ti dice che non vai bene».

Il messaggio ai giovani che sognano il cinema
Ai giovani che desiderano intraprendere una carriera nel mondo del cinema, Jacopo rivolge un messaggio chiaro: mantenere sempre l'umiltà. Nonostante i traguardi raggiunti, ritiene fondamentale mettersi costantemente in gioco e far tesoro delle esperienze e degli insegnamenti degli altri. Sottolinea inoltre quanto l'industria cinematografica possa essere competitiva e impegnativa, motivo per cui è indispensabile essere sinceri con se stessi e coltivare una passione autentica.

Dal Ticino a Londra: il viaggio di Jacopo nel mondo del cinema
L'esperienza vissuta tra il Ticino e Londra ha permesso a Jacopo di comprendere quanto l'ambiente possa influenzare il percorso di un attore. Se in Ticino si sentiva qualche volta isolato nel portare avanti il proprio progetto, nella capitale britannica ha trovato una comunità di persone accomunate dalla stessa passione per il cinema. Secondo il 24enne, Londra offre un contesto più stimolante e una visione più chiara della realizzazione di un film.

Pur riconoscendo la difficoltà di lavorare in un territorio piccolo come il Ticino, Jacopo invita chi sogna una carriera nel cinema a non lasciarsi frenare dalla paura del giudizio. «Posso dire alle persone che fanno fatica, che sono insicure, che hanno paura, che bisogna andare fieri delle proprie stranezze. Quello potrebbe essere la tua forza».

Guardando al futuro, Jacopo desidera continuare a realizzare un film dopo l'altro con l'obiettivo di portare il nome della Svizzera sempre più lontano. «Avere un nome riconosciuto che è svizzero sarebbe secondo me un gran regalo per una nazione che ha fatto tantissimo, è la mia casa, io amo la Svizzera. Trovo che è un modo di ridare indietro quello che la Svizzera mi ha dato».

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