Cerca e trova immobili
CANTONE

BancaStato sul display del telefono: 250mila franchi spariti in 24 ore

Una truffa prosciuga i risparmi di una pensionata. L'avvocato: «Possibile che nessun sistema di monitoraggio interno abbia rilevato un’anomalia così evidente?». La posizione di BancaStato.
BancaStato sul display del telefono: 250mila franchi spariti in 24 ore
Deposit
BancaStato sul display del telefono: 250mila franchi spariti in 24 ore
Una truffa prosciuga i risparmi di una pensionata. L'avvocato: «Possibile che nessun sistema di monitoraggio interno abbia rilevato un’anomalia così evidente?». La posizione di BancaStato.

BELLINZONA - Tutto comincia con una telefonata. Sul display, una donna di 78 anni vede comparire il nome “BancaStato”. Dall’altro capo della linea, un sedicente funzionario la avvisa di un presunto attacco hacker al suo conto online. In un primo momento la donna tenta di contattare autonomamente la banca, senza però ricevere risposta. Poco dopo, però, viene richiamata e finisce per convincersi che si tratti davvero del servizio clienti.

In realtà è una truffa. Il termine tecnico è “spoofing”: i malintenzionati falsificano il numero del chiamante facendolo apparire identico a quello di banche, forze dell’ordine o enti ufficiali. A questo punto inducono la vittima a installare AnyDesk, un programma che consente loro di prendere il controllo remoto del computer. Senza rendersene conto, la donna permette così ai criminali di osservare tutto ciò che accade sullo schermo, incluse le credenziali inserite nell’e-banking.

Oltre 250mila franchi in meno di 24 ore
A quel punto inizia il trasferimento del denaro. Secondo la ricostruzione, i truffatori svuotano dapprima un conto presso una banca di Lucerna, trasferendo i fondi su quello della cliente presso BancaStato. Successivamente prosciugano anche quest’ultimo.

In totale vengono eseguiti 12 bonifici in meno di 24 ore, per lo più da 20mila franchi ciascuno, verso conti riconducibili a persone domiciliate nella Svizzera interna, in particolare nei cantoni di Zurigo, Soletta e Berna. Il danno complessivo supera i 250mila franchi.

I procedimenti penali
Sul piano penale sono stati aperti diversi procedimenti, uno per ciascuna destinazione dei fondi. Il recupero del denaro appare tuttavia difficile: le somme sarebbero state prelevate quasi immediatamente dopo i bonifici, prima che la vittima potesse accorgersi della truffa.

L'avvocato: «Possibile che nessun sistema di monitoraggio interno abbia rilevato un’anomalia così evidente?»
Il legale della donna, l’avvocato Roy Bay, richiama l’attenzione sui sistemi di controllo degli istituti bancari e sull’eventuale responsabilità della banca. «Nessuno mette in dubbio che la mia cliente abbia possa avere un grado di concolpa - precisa - Tuttavia parliamo di una donna anziana che, nell’arco di poche ore, effettua diverse operazioni verso destinatari sconosciuti, i cui nominativi avrebbero dovuto destare immediati sospetti. La domanda che ci si pone è se sia possibile che nessun sistema di monitoraggio interno abbia rilevato un’anomalia così evidente».

A colpire l’avvocato è soprattutto la dinamica delle operazioni: il conto, spiega, era sostanzialmente inattivo e utilizzato come semplice deposito di risparmio. Inoltre, per trasferire il denaro dal conto risparmio - dove erano depositati fondi destinati al figlio - al conto corrente, sarebbero state applicate, da parte della banca stessa, cinque penali da 400 franchi ciascuna, per un totale di 2mila franchi. «Un’operazione che appare priva di senso: nessuno pagherebbe ripetutamente penali per frazionare i trasferimenti che avrebbero potuto essere eseguiti in una volta sola».

Secondo il legale, la banca avrebbe sì avvertito i clienti dell’esistenza delle truffe del “falso funzionario”, ma principalmente tramite avvisi e banner online. «Questa consapevolezza del rischio da parte dell’istituto - osserva l’avvocato - solleva un interrogativo fondamentale: se una banca sa che queste truffe avvengono e prendono di mira notoriamente persone anziane e facilmente soggiogabili, un semplice avviso online può essere considerato una misura di protezione sufficiente e adeguata? O ci si dovrebbe attendere l’adozione di strumenti di controllo attivo più robusti per impedire operazioni che si discostano così radicalmente dalla normale operatività del cliente?»

Una causa civile?
La vicenda potrebbe ora approdare in sede civile. L’avvocato sostiene infatti che, seppur ipoteticamente in presenza di una componente di ingenuità da parte della vittima, la banca avrebbe potuto e dovuto riconoscere la natura sospetta delle transazioni.

«Nel giro di poche ore la donna, oggi 79enne, si è ritrovata privata di tutti i risparmi di una vita - conclude il legale - Al di là delle singole responsabilità, questo caso ci impone di riflettere sul livello di diligenza, sorveglianza e protezione che un cliente, specialmente se vulnerabile, ha il diritto di attendersi dal proprio istituto di credito».

Da noi contattato, il servizio media di BancaStato ha precisato che, nei casi in cui si faccia riferimento a singole relazioni bancarie, è prassi di BancaStato gestire eventuali contestazioni direttamente con il/la cliente e con i suoi eventuali rappresentanti legali. BancaStato ha inoltre precisato che sensibilizza costantemente la clientela sui rischi legati allo spoofing e ad altre frodi informatiche attraverso campagne informative su diversi canali, nonché tramite l’attività del proprio personale, fornendo indicazioni concrete per riconoscere e prevenire tali tentativi di truffa.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE