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«Giona è quello che mancava a Lugano»

Ecco "Veleno", il singolo che segna il debutto del nuovo progetto musicale dell'artista e produttore ticinese
«Giona è quello che mancava a Lugano»
GIONA
«Giona è quello che mancava a Lugano»
Ecco "Veleno", il singolo che segna il debutto del nuovo progetto musicale dell'artista e produttore ticinese

LUGANO - «Giona è quello che mancava a Lugano». Non si può dire che manchi il carattere all'artista e producer luganese classe 2005, che si presenta in questo modo sulla scena musicale ticinese.

Alle parole, Giona aggiunge i fatti. O meglio, un singolo intitolato "Veleno", pubblicato lo scorso 19 giugno su tutte le piattaforme di streaming e sui negozi digitali. «È un progetto che nasce proprio dal territorio luganese e che mette Lugano al centro della narrazione» mi spiega il giovane rapper.

Questo lavoro, che dà vita al percorso discografico di Giona, è quello che si potrebbe definire uno "statement", una dichiarazione d'intenti. "Veleno" definisce fin da subito «una direzione chiara», quella di un urban pop «intimo ma contemporaneo, che attraversa relazioni, ambizione e spiritualità con uno sguardo autentico e generazionale».

Come ogni artista di questa generazione, il progetto sviluppato da Giona si muove tra suono e immagine, tra arte e rappresentazione. Sul versante musicale, "Veleno" è una canzone costruita in maniera fresca e va a toccare tematiche personali, in maniera tutt'altro che superficiale. «Devo soffrire per fiorire, dire "ce l'ho fatta"» è una grande verità della vita, valida per il 99% degli individui: i risultati arrivano solo con il duro lavoro e l'abnegazione. «La vita è f...a, che fa la t...a, ma ne sono innamorato» è un'espressione - per quanto faccia ricorsi a termini decisi - che manifesta l'animo del giovane artista e il suo sposare ciò che gli riserva l'esistenza.

Dal lato visual, sia nelle immagini che nei video pubblicati sui social viene dipinta una Lugano serale, vista dall'alto o che sfreccia ai lati di un viaggio in auto. Il tutto in un tripudio di luci che contrastano con l'oscurità, in un gioco di opposizioni reso splendidamente dal videomaker Davide De Meo.

Il progetto Giona ha la giusta ambizione di essere «credibile e riconoscibile», come spiega lui stesso. Il suo percorso nasce già prima degli studi al Liceo musicale e si consolida attraverso «una visione artistica completa, capace di costruire un immaginario coerente e distintivo». Siamo quindi di fronte a un artista giovane, dalla scrittura personale, con un buon potenziale commerciale e un'identità che appare da subito ben definita. Il cocktail che ne risulta sarà quello vincente? Per ora non si può dirlo, ma sicuramente il percorso di Giona merita di essere tenuto d'occhio.

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