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Leventina ostaggio del traffico: «A cosa serve la CUPRA se le auto invadono la cantonale?»

Un'interrogazione della Lega punta a soluzioni concrete per limitare il traffico di transito.
Leventina ostaggio del traffico: «A cosa serve la CUPRA se le auto invadono la cantonale?»
TiPress
Fonte red
Leventina ostaggio del traffico: «A cosa serve la CUPRA se le auto invadono la cantonale?»
Un'interrogazione della Lega punta a soluzioni concrete per limitare il traffico di transito.

BELLINZONA - La Leventina torna a fare i conti con un problema che, soprattutto nei periodi di forte afflusso verso il San Gottardo, sembra ormai diventato una costante: le colonne sull’A2 si riversano sulla rete cantonale, trasformando le strade dei paesi in un’arteria di transito alternativa. È su questa situazione che punta il dito l’interrogazione presentata oggi in Gran Consiglio da Alessandro Mazzoleni, a nome del Gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi.

Nel mirino c’è soprattutto la CUPRA, la Corsia d’Uscita Preferenziale Airolo/Passi, pensata proprio per consentire agli automobilisti diretti verso Airolo e i passi alpini di superare le colonne sull’autostrada e raggiungere l’uscita di Airolo senza riversarsi sulla cantonale.

Il problema, secondo i promotori dell’interrogazione, è che oggi il sistema non sembra raggiungere pienamente il suo obiettivo. Quando il traffico sull’A2 aumenta, infatti, molti automobilisti scelgono di uscire prima, in particolare a Chiggiogna e Quinto, per cercare un percorso alternativo. Il risultato è una lunga coda che può estendersi da Faido fino all’Alta Leventina, coinvolgendo in particolare Ambrì, Piotta e Airolo.

Una situazione aggravata, in questi giorni, anche dalla presenza di un cantiere tra Piotta e Airolo. Un restringimento della capacità stradale che, in coincidenza con i grandi flussi turistici diretti verso il San Gottardo, rischia di trasformarsi in un ulteriore collo di bottiglia.

Ma c’è un elemento che rende la questione ancora più delicata: nel 2024 il Governo aveva indicato che l’apertura sistematica della CUPRA sarebbe stata possibile dal 2026, sulla base del volume effettivo di traffico sull’autostrada. La mozione presentata allora dalla Lega era stata considerata evasa proprio alla luce di queste rassicurazioni.

Oggi, però, siamo nel 2026 e il problema si ripresenta. Da qui la domanda della Lega: se la CUPRA deve servire a impedire che il traffico dell’A2 invada la Leventina, perché non garantirne l’attivazione continuativa nei momenti di congestione prevedibile?

L’interrogazione chiede al Consiglio di Stato dati precisi: quante ore è stata attivata la CUPRA nel 2026, secondo quali criteri e chi decide la sua apertura. Viene inoltre chiesto di chiarire quale dispositivo venga garantito agli svincoli di Quinto e Chiggiogna e se il personale presente abbia effettivamente il compito di indirizzare gli automobilisti verso la soluzione corretta.

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto la segnaletica. Un ruolo sempre più importante lo giocano infatti i navigatori digitali. In presenza di una coda sull’A2, le applicazioni possono suggerire automaticamente percorsi alternativi sulla rete cantonale e comunale, spingendo il traffico di puro transito fin dentro i nuclei abitati. Nell’interrogazione vengono citati anche transiti segnalati attraverso località come Altanca.

Secondo Mazzoleni e i cofirmatari, occorre quindi affrontare il problema in modo coordinato: Cantone, USTRA, Polizia cantonale e fornitori dei servizi di navigazione dovrebbero lavorare insieme per evitare che la rete locale venga trasformata in una scorciatoia sistematica.

C’è poi la questione della sicurezza. Una strada cantonale paralizzata dal traffico non significa soltanto disagi per residenti, lavoratori e attività economiche. Significa anche mettere potenzialmente in difficoltà ambulanze, pompieri e polizia. Per questo l’interrogazione chiede di sapere se nel 2026 si siano già verificati ritardi o problemi per i mezzi di soccorso e quali misure siano previste per garantire loro un passaggio rapido.

La richiesta politica è dunque ampia: non soltanto una CUPRA più efficace, ma un vero piano operativo per la Leventina, da Faido ad Airolo. Un piano che consideri la gestione delle uscite autostradali, i cantieri, le chiusure delle gallerie del Piottino, i navigatori, la presenza degli operatori sul terreno, l’informazione agli automobilisti e la sicurezza dei servizi d’emergenza.

Il principio rivendicato è semplice: il traffico di transito deve restare sull’autostrada, mentre la cantonale deve rimanere al servizio della popolazione locale.

Dopo le promesse e le rassicurazioni del 2024, la Lega chiede ora al Governo di passare dalle parole ai fatti. Perché, se la CUPRA esiste per evitare che le colonne dell’A2 si riversino nei paesi della Leventina, la domanda resta tutta sul tavolo: a cosa serve una corsia preferenziale se, mentre l’autostrada è bloccata, le auto continuano a invadere la cantonale?

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