Mezzi nudi per strada

Le amministrazioni locali fra tolleranza e richiami al rispetto del decoro pubblico durante l’estate su laghi, lidi e fiumi.
Le amministrazioni locali fra tolleranza e richiami al rispetto del decoro pubblico durante l’estate su laghi, lidi e fiumi.
LUGANO - Certe cattive abitudini, sul vicino lago di Como, possono costare da 50 a 200 euro. Basta farsi trovare a camminare per la città a torso nudo o in costume da bagno. A tanto si è arrivati per gestire quei turisti che, per vincere la calura, si denudano scambiando il centro cittadino per il bagnasciuga di qualche litorale soleggiato. La regola, infatti, non si applica alle spiagge e ai pontili sul lago, dove questo tipo di abbigliamento resta consentito.
Le segnalazioni da Lugano e Locarno
Un malandazzo che, di recente, è stato segnalato anche al di qua del confine, con casi registrati sia a Lugano sia a Locarno. Il denominatore comune è evidente: la presenza del lago, le alte temperature e turisti con un abbigliamento non sempre adeguato al contesto urbano. A differenza dei vicini comaschi però, in Ticino si è decisamente più di manica larga.
Un vuoto giuridico
Di fatto, andando a spulciare la Legge sull'ordine pubblico, emerge l'assenza di infrazioni legate alla pubblica decenza. Comportamento, questo, che non rientra assolutamente nei confini di ciò che è perseguibile penalmente, ma non fa parte nemmeno degli illeciti amministrativi sanzionabili con una multa.
Diverso è il caso della nudità completa, ma anche qui non esiste una norma specifica che punisca chi offende il buon costume. Il Codice penale svizzero interviene solo in presenza di esibizionismo o molestie sessuali, ossia atti con una chiara motivazione sessuale.
Lugano: «Casi limitati»
Nonostante alcune segnalazioni arrivino proprio dalla città sul Ceresio, la municipale Karin Valenzano Rossi, a capo del Dicastero sicurezza e spazi urbani, ridimensiona la portata del problema: «Non abbiamo riscontrato grandi situazioni di disagio: i casi esistono, ma sono limitati e perlopiù circoscritti alle zone del Lido o della Foce del Cassarate. In generale possiamo dire che le regole vengono rispettate».
«Un po' di tolleranza»
La tendenza, a quanto pare, è quella di chiudere un occhio, soprattutto quando la canicola si fa opprimente: «In questi giorni di grande caldo un po’ di tolleranza è comprensibile, soprattutto nelle zone vicine al lago o dedicate allo svago - ammette la municipale -. Diverso è invece il discorso nelle aree centrali, nei negozi o davanti agli edifici istituzionali, dove certi comportamenti o abbigliamenti non sono adeguati e, se necessario, si interviene chiedendo di coprirsi».
In altre parole, chiudere un occhio non significa voltarsi dall’altra parte: «Abbiamo una regola generale, quella del decoro pubblico. Il principio del buon vivere comune e del rispetto del decoro va rispettato».
Ascona: «Con il turismo che attiriamo non abbiamo di questi problemi»
Matteo Rampazzi, municipale responsabile della sicurezza ad Ascona, conferma la scarsa diffusione di questi comportamenti anche nella località sul lago Maggiore. Il divieto, del resto, è esplicito: «Nel nucleo del comune di Ascona è vietato circolare in costume o a torso nudo. L’abbigliamento deve essere consono. Sono invece ammessi bermuda, camicie, t-shirt e simili. In piazza Torre, in particolare nella zona della gradonata che scende verso il lago, è vietato anche fare il bagno: i cartelli sono chiari. Già questo funge da deterrente. E funziona, perché, forse anche grazie al tipo di turismo che attiriamo, non abbiamo riscontrato criticità».
«Proprio per questo non promuoviamo nemmeno campagne mirate - prosegue Rampazzi -. Nel normale pattugliamento quotidiano, la polizia interviene quando necessario per invitare le persone a indossare una maglietta. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di comportamenti che vengono corretti immediatamente».
Locarno: «Non costituisce reato»
Come a Lugano, anche a Locarno si precisa che il costume è appropriato «solo nelle immediate vicinanze dell’acqua», quindi su spiagge, lidi e fiumi. La nudità parziale, tuttavia, «non costituisce reato e non viola direttamente le leggi cantonali sull’ordine pubblico». In ogni caso, non emergono particolari problemi, anche per l’assenza di segnalazioni.
In assenza di divieti espliciti e sanzioni, dunque, la questione resta affidata soprattutto al buon senso individuale e al rispetto degli spazi condivisi. L’equilibrio si gioca tutto qui: distinguere tra ciò che è consentito e ciò che è opportuno.








