Postino licenziato dopo 42 anni. Berna, alla fine, non interviene

Il consigliere federale Albert Rösti ha respinto le richieste di spiegazioni sulla decisione della Posta e dichiarato di «non avere competenza per condurre un esame in materia»
BERNA - La questione era giunto fin sotto il Cupolone di Palazzo federale. Due parlamentari avevano chiesto al Consiglio federale come fosse stato possibile il licenziamento del postino vodese Jean-Daniel Taverney. Tuttavia, come riferisce «24 heures», il governo non desidera immischiarsi nella vicenda.
Il consigliere federale Albert Rösti, responsabile delle telecomunicazioni, ha spiegato che la Confederazione dirige la Posta tramite obiettivi strategici, ma che non influenza le questioni operative. Nella sua risposta scritta, il ministro ha anche dichiarato di non essere a conoscenza della vicenda e di «non avere competenza per condurre un esame in materia di diritto del personale».
«È triste»
Jean-Daniel Taverney è stato sospeso dalla Posta in febbraio perché continuava a consegnare pacchi fino ai piani superiori nonostante le direttive interne – secondo le sue stesse parole, nell'interesse dei clienti. In seguito a ciò, il consigliere nazionale vodese Benoît Gaillard e il consigliere nazionale ginevrino Daniel Sormanni hanno presentato delle interrogazioni. Quest'ultimo si è detto deluso: «È triste che il proprietario della Posta, cioè la Confederazione, si proibisca di intervenire in un caso di licenziamento così scandaloso».
Il direttore della Posta, Pascal Grieder, non ha voluto commentare la vicenda, ma ha lasciato intendere in un'intervista alla RTS che il postino era stato avvertito più volte prima del licenziamento.



