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SVIZZERA

Con il Reno a secco, le cose per la Svizzera rischiano davvero di farsi più care

Non resteremo senza merci o senza carburante, ma rischiamo di pagarli di più. E per ogni nave che non può transitare, su strada servono circa 90 camion.
Con il Reno a secco, le cose per la Svizzera rischiano davvero di farsi più care
Thomas Frey/dpa
Attualmente il Reno ha pochissima acqua a causa della persistente siccità. Il traffico merci potrebbe presto fermarsi del tutto.
Con il Reno a secco, le cose per la Svizzera rischiano davvero di farsi più care
Non resteremo senza merci o senza carburante, ma rischiamo di pagarli di più. E per ogni nave che non può transitare, su strada servono circa 90 camion.

BERNA - Il Reno soffre a causa della persistente siccità. In diversi tratti il livello dell'acqua è ormai così basso che la navigazione è fortemente limitata. Nei prossimi giorni la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare – con conseguenze dirette per la Svizzera.

Il Deutsche Bundesverband für Binnenschifffahrt (BDB) mette in guardia contro un'interruzione nel tratto centrale del Reno tra Coblenza e Mainz. Particolarmente critico sarebbe, secondo la Bild, il livello presso Kaub in Renania-Palatinato.

Lì, nel corso di questa settimana, si prevede per la prima volta un'altezza al di sotto dei dieci centimetri di profondità che renderà il tratto - di fatto - innavigabile.

Il Reno verrebbe «diviso in due»
«La navigazione commerciale non potrà più effettuare trasporto merci nella regione con livelli d'acqua così bassi», ha ribadito il direttore della BDB Jens Schwanen al Rheinische Post che denuncia come il Reno verrà effettivamente «tagliato in due», per quanto riguarda il trasporto merci.

Per la Svizzera questo è particolarmente rilevante. Attraverso il Reno vengono trasportate merci dai porti del Mare del Nord di Rotterdam e Anversa fino a Basilea. Viceversa, le esportazioni svizzere raggiungono il Mare del Nord.

Uno scenario “normale”, questo, che con ogni probabilità diventerà impraticabile da qui a una manciata di giorni. In caso di un'interruzione, le merci dovranno essere trasbordate - su gomma o su rotaia - per poter proseguire verso la Svizzera.

«Questo è complesso dal punto di vista logistico e senz'altro più costoso», ha commentato il redattore economico di SRF Dario Pelosi in un servizio dell'emittente.

I generi alimentari di base potrebbero diventare più costosi
Pelosi non si aspetta una carenza di beni essenziali. Cereali e carburante potrebbero essere trasportati anche su treno o camion. Tuttavia, queste alternative sono più care – con la conseguenza che i generi alimentari di base come il pane o i mangimi potrebbero rincarare.

La situazione sarebbe più difficile per le merci ingombranti come parti di macchinari, per le quali sarebbero invece necessari trasporti speciali. Anche le merci pericolose, come le sostanze chimiche, secondo Pelosi, in parte non possono essere trasportate su strada.

Allo stesso tempo, la rete ferroviaria merci da nord a sud è fortemente limitata fino al 2030 a causa dei numerosi cantieri in corso.

Christoph Reichwein/dpaPer la navigazione il basso livello dell'acqua del Reno. Il nevralgico corso d'acqua potrebbe presto non essere più navigabile ininterrottamente dai porti del Mare del Nord fino alla Svizzera.

Un camion per ogni container
La Germania cerca quindi di spostare parte dei trasporti sulla strada. Il ministro federale dei Trasporti Steffen Bilger avrebbe, secondo la Bild, ipotizzato una sospensione del divieto di circolazione per i camion la domenica e nei giorni festivi. Alcuni Länder avrebbero già allentato temporaneamente il divieto di circolazione.

Tuttavia, le navi non possono essere semplicemente sostituite dai camion. Pelosi fa un calcolo: su una nave del Reno che arriva fino a Basilea trovano posto al massimo circa 90 container. Su strada, invece, serve un camion per ogni container. Inoltre, al momento è praticamente impossibile trovare un numero sufficiente di camioniste e camionisti per sopperire al fabbisogno.

Pelosi non si aspetta che la Svizzera resti senza carburante in caso di interruzione del Reno. Come alternative sono disponibili, ad esempio, oleodotti o trasporti su treno. Anche questi, però, sono più costosi.

Una bella “tegola” per i porti sul Reno di Basilea
Per i porti renani di Basilea, un'interruzione di questo tipo avrebbe comunque un impatto significativo. Secondo Pelosi, si perderebbe un'opportunità importante: portare merci, e in particolare carburanti, in Svizzera in modo economico e sicuro e consegnare le esportazioni svizzere direttamente al Mare del Nord.

La Handelskammer beider Basel (la Camera di commercio basilese, ndr.) e l'Associazione svizzera per la navigazione e la gestione dei porti (SVS) chiedono quindi strategie per garantire che il Reno rimanga un asse di trasporto affidabile anche in caso di bassi livelli d'acqua.


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