Cerca e trova immobili
CANTONE

Schiaffi ai figli, il dibattito si accende: «Io i corsi li farei»

L'opinione dei ticinesi intervistati: «I bambini hanno bisogno di regole, non di sberle».
Schiaffi ai figli, il dibattito si accende: «Io i corsi li farei»
Schiaffi ai figli, il dibattito si accende: «Io i corsi li farei»
Davide Giordano tio
Schiaffi ai figli, il dibattito si accende: «Io i corsi li farei»
L'opinione dei ticinesi intervistati: «I bambini hanno bisogno di regole, non di sberle».

LUGANO - «Uno schiaffo non insegna nulla di positivo». E da ieri, il codice civile svizzero lo ha messo nero su bianco, sancendo esplicitamente il principio dell’educazione non violenta.

«I bambini hanno bisogno di regole, non di sberle»
La novità in generale piace ai ticinesi. Secondo le persone intervistate, si tratta della direzione giusta. E i genitori più giovani sottolineano come sia importante, sebbene faticoso, puntare sul dialogo e l'ascolto. Però, tutti concordano sull’importanza dei no: «I bambini ne hanno bisogno». C’è chi, invita anche a non esagerare.

Un approccio diverso rispetto a quello con cui molti degli intervistati sono cresciuti. Alcuni infatti fanno notare che «se avessi dato dello scemo a mio nonno, posso garantirvi che uno scappellotto me lo sarei preso». Detto questo, in linea di massima, il metodo educativo passato non è tutto da buttare. Qualcosa va tenuto, altro invece va cambiato.

E quando si arriva al limite? C’è chi ammette di urlare e di prendersi una pausa, cercando un supporto nel proprio partner. E se qualcuno vede in strada una mamma o un papà dare uno schiaffo al proprio figlio? È sempre difficile intervenire, «però penserei davvero che è un brutto gesto».

«I corsi? Io li farei»
La modifica del Codice civile, infatti, non introduce multe o nuove sanzioni per i genitori. L'obiettivo è piuttosto quello di promuovere una cultura educativa diversa: «non giudicare o condannare, ma affiancare i genitori affinché possano educare i figli con rispetto, sostenendoli nel loro delicato ruolo».

Per questo motivo, la modifica obbliga i Cantoni a garantire alle famiglie un accesso semplificato ai servizi di consulenza e sostegno in caso di difficoltà. Una novità ritenuta molto utile: «Se ci fossero dei corsi ad hoc, io li farei».

Il Cantone ricorda che «le difficoltà educative fanno parte dell’esperienza genitoriale e possono emergere in tutte le famiglie. Ritmi di vita intensi, cambiamenti familiari o momenti di stress possono mettere a dura prova genitori, figli e figlie. Per questo motivo è importante sapere che chiedere aiuto è possibile e legittimo.

Sul territorio cantonale sono presenti diversi servizi, professionisti e professioniste che offrono ascolto, consulenza e sostegno nelle varie fasi della crescita. Questa pagina vuole valorizzare le risorse esistenti, favorire la messa in rete tra i servizi e offrire punti di riferimento utili a genitori e persone professioniste

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE