Gol annullato alla Germania, Collina difende VAR e arbitro

Dopo le forti critiche all'intervento del VAR negli ottavi di finale dei Mondiali tra Germania e Paraguay, il capo degli arbitri Pierluigi Collina difende la decisione.
Dopo le forti critiche all'intervento del VAR negli ottavi di finale dei Mondiali tra Germania e Paraguay, il capo degli arbitri Pierluigi Collina difende la decisione.
BOSTON - La contestata decisione di annullare un gol alla Germania nei sedicesimi di finale dei Mondiali contro il Paraguay è stata corretta. A sostenerlo è il capo degli arbitri della FIFA, Pierluigi Collina, intervenuto dopo le critiche seguite all’episodio che ha segnato la partita poi persa dai tedeschi ai rigori.
La rete, realizzata di testa da Jonathan Tah su calcio d’angolo e che sembrava valere il 2-1, è stata annullata dopo l’intervento del VAR. La revisione è stata richiesta per una spinta di Waldemar Anton ai danni del portiere paraguaiano Orlando Gill. L’arbitro marocchino Jalal Jayed, richiamato all’on-field review, ha quindi fischiato fallo.
In un contributo della FIFA, Collina ha spiegato che situazioni simili sono già state oggetto di indicazioni precise a giocatori e allenatori. «Non dovrebbe essere una sorpresa se gli arbitri sanzionano tali infrazioni», ha scritto, descrivendo episodi in cui un attaccante ostacola volontariamente un avversario, in particolare il portiere.
Secondo Collina, occupare una posizione non è di per sé falloso, ma lo diventa quando un giocatore, senza alcun interesse per il pallone, si muove con l’intento di impedire la difesa avversaria. In questi casi, ha aggiunto, arbitri e VAR devono intervenire, soprattutto se l’azione compromette la possibilità del portiere di difendere la porta.
La decisione ha diviso gli esperti. L’arbitro tedesco e opinionista Patrick Ittrich ha parlato di scelta «non chiaramente errata», mentre l’ex direttore di gara inglese Mark Clattenburg ha definito l’episodio un «fallo evidente». Dal canto suo, un furioso tecnico tedesco Julian Nagelsmann aveva definito «uno scandalo totale» l’annullamento della rete.





