Il ciclone Messico travolge anche l'Ecuador

Dopo un'ora di ritardo per il maltempo, il Tricolor domina l'Ecuador con Quiñones e Jiménez e torna a vincere una gara a eliminazione diretta di un Mondiale casalingo dopo quarant'anni.
Dopo un'ora di ritardo per il maltempo, il Tricolor domina l'Ecuador con Quiñones e Jiménez e torna a vincere una gara a eliminazione diretta di un Mondiale casalingo dopo quarant'anni.
CITTÀ DEL MESSICO - Il sogno del Messico continua. E lo fa nel modo più convincente possibile. Dopo aver chiuso la fase a gironi con tre vittorie su tre (e senza subire reti), il Tricolor si ripete anche nei sedicesimi, trasformando ancora una volta l'Azteca in un fortino inespugnabile. Nemmeno il violento temporale, che ritarda il calcio d'inizio di un'ora, riesce a raffreddare l'entusiasmo dei padroni di casa: sull'Ecuador si abbatte un autentico ciclone verde. Finisce 2-0 e il Messico ritrova un successo in una sfida a eliminazione diretta di un Mondiale a quarant'anni di distanza dall'ultima volta. Era il 1986, anche allora davanti al proprio pubblico.
Il Tricolor prende subito in mano il match. Il primo a rendersi pericoloso è il 17enne Gilberto Mora, il più giovane a disputare una gara da dentro o fuori ai Mondiali dai tempi di sua Maestà Pelé. Poi dopo l'allievo sale in cattedra il più esperto Julián Quiñones. L'attaccante dell'Al-Qadsiah sblocca il risultato al 22' con un bolide potentissimo sotto la traversa che non lascia scampo a Galíndez, firmando il suo terzo gol nel torneo. Nove minuti più tardi veste anche i panni dell'uomo assist: il suo perfetto suggerimento libera Raúl Jiménez che il bomber - svincolatosi proprio oggi dal Fuhlam e passato al Woverhampton - ha infilato sotto l'incrocio dei pali con un destro chirurgico. Il 2-0 al 31' indirizza definitivamente la partita.
L'Ecuador di Sebastián Beccacece, protagonista del colpo contro la Germania nella fase a gironi, non riesce mai a reagire. La manovra è lenta, prevedibile e le rare accelerazioni di John Yeboah sono troppo poco per impensierire Rangel, che centra così il quarto clean sheet consecutivo.
Nella ripresa è ancora il Messico ad andare più vicino al terzo gol che l'Ecuador ad accorciare le distanze. César Montes e Johan Vásquez sfiorano il tris, mentre gli ospiti alzano definitivamente bandiera bianca. Nel recupero arriva poi anche l'espulsione di Piero Hincapié, che lascia i suoi in dieci uomini per essersi coperto la bocca.
Al triplice fischio di Vincic, l'Azteca esplode in una festa incontenibile. Il sogno del Tricolor continua: agli ottavi affronterà la vincente della sfida tra Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo.








