Alimenti non idonei e locali chiusi per gravi irregolarità

Nel 2025 sono emerse irregolarità in oltre 180 aziende, con provvedimenti che vanno dai maggiori controlli fino a sanzioni vere e proprie.
BELLINZONA - Nel corso del 2025 il Laboratorio cantonale ha effettuato 2'095 ispezioni ufficiali, nell’ambito dei controlli basati sul rischio, sulle oltre 7’000 attività soggette alla legislazione su derrate alimentari e oggetti d’uso in Ticino (in particolare le infrastrutture con docce e piscine accessibili al pubblico, ma anche i produttori di cosmetici, i centri estetici, gli studi di tatuaggio, ecc...). Sebbene la maggior parte delle aziende presenti una situazione complessivamente soddisfacente, i dati hanno evidenziato alcune irregolarità e non conformità.
Il 10% delle aziende alimentari e degli acquedotti controllati – pari a 181 realtà su 1’769 – ha infatti mostrato un rendimento ispettivo insufficiente, tanto da richiedere controlli più frequenti rispetto a quanto previsto dalla legge.
Derrate alimentari da eliminare perché non idonee al consumo
Degne di nota le misure adottate durante le ispezioni: in 27 casi è stata imposta l’eliminazione di derrate alimentari perché scadute, deteriorate o comunque non idonee al consumo.
Igiene inaccettabile e alimenti dannosi
Ancora più gravi le situazioni riscontrate in ambito igienico, che hanno portato in 9 occasioni al divieto di utilizzo di locali o attrezzature a causa di condizioni giudicate inaccettabili.
Anche l’attività analitica ha evidenziato diverse non conformità. Su 2'741 campioni ufficiali esaminati, il tasso medio di non conformità è stato del 9,6%. Nella maggior parte dei casi (65,4%) le irregolarità sono risultate di natura microbiologica, indicando problematiche legate alla sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti. Inoltre, 12 campioni di derrate alimentari sono stati classificati come non sicuri, in quanto potenzialmente dannosi per la salute o inadatti al consumo umano.
Nel complesso, il controllo ufficiale ha portato all’emissione di 433 notifiche di contestazione. Di queste, il 68% deriva da interventi ispettivi diretti, mentre il 31% è conseguenza delle analisi di laboratorio sui campioni prelevati. Un ulteriore 1% è legato ad altre irregolarità, tra cui mancata notificazione, segnalazioni esterne o verifiche dei siti web aziendali.
33 contravvenzioni per violazioni significative
I casi più gravi hanno comportato l’avvio di 33 procedure di contravvenzione, a conferma della presenza di violazioni significative della normativa vigente.
Nel complesso, i dati del 2025 delineano un quadro in cui, accanto a una maggioranza di operatori conformi, persiste una quota non trascurabile di attività che presenta criticità rilevanti sul piano igienico, sanitario e normativo.



