«Non abbiamo più paura di dire la verità»

Il recente doppio terremoto scaraventa il Venezuela nell'ennesima crisi. Le lacrime metaforiche di don Angelo Treccani, missionario attivo da 40 anni nel Paese sudamericano.
BELLINZONA/ EL SOCORRO - «In Venezuela non c'è un Governo eletto dal popolo per servire il popolo. Al potere c'è una banda di usurpatori». Frasi che arrivano da lontano. Da El Socorro (Guárico) dove da oltre 40 anni è attivo il missionario ticinese don Angelo Treccani. Classe 1940, don Angelo vive l'ennesima crisi del Venezuela.
Quella causata dal recente doppio terremoto verificatosi mercoledì 24 giugno tra le 18.04 e le 18.05 (ora del luogo) a nord del Paese, con epicentro nella regione de La Guaira. «Noi distiamo circa cinque ore di auto da lì – spiega il sacerdote contattato al telefono da tio.ch –, ci troviamo a circa 400 chilometri più a sud. Non siamo toccati direttamente dal terremoto. Ma dal resto sì».
«Senza vergogna»
E il resto per don Angelo è una dolorosa catena di delinquenza e di sotterfugi politici profondamente radicata in Venezuela. L'instancabile prete malcantonese, che nel corso di una vita ha promosso una miriade di progetti di auto sostentamento e ha contribuito alla realizzazione di scuole, mense e fattorie, non ha proprio più voglia di nascondersi.
«Bisogna parlare chiaro – afferma –. Non abbiamo più paura di dire la verità. È veramente difficile riuscire a spiegare quello che sta succedendo da anni in questo Paese a chi non ci vive. In questa tragedia il Governo ha dimostrato di essere quello che è. Senza vergognarsi».
Sì. Perché il regime venezuelano starebbe addirittura politicizzando il terremoto che, lo ricordiamo, ha causato migliaia e migliaia di morti e dispersi. Ad esempio ostacolando i tentativi di mobilitazione da parte dell'opposizione. Tradotto: tutti gli aiuti dovrebbero passare dal Governo centrale, col rischio di non riuscire nemmeno parzialmente a fare fronte all'emergenza.
«Corrotti e prepotenti»
Don Angelo non usa mezzi termini nel definire chi è al timone dello Stato sudamericano: «Stiamo parlando di incompetenti, corrotti, prepotenti ai quali non importa nulla della situazione in cui di trova il Paese. In generale in Venezuela non c'è niente che funziona. Dalle scuole agli ospedali, alle vie di comunicazione, passando per i servizi. Non c'è luce e non c'è acqua. Non sono reperibili né benzina né nafta, in un Paese con grandi riserve di petrolio. Non è normale».
Poi il nostro interlocutore torna sul tremendo sisma che ha messo, una volta di più, in ginocchio la popolazione di una nazione già martoriata da più vicissitudini. «La maggior parte dei morti in questa tragedia è dovuta alla negligenza di un Governo che da anni non si preoccupa delle sofferenze del suo popolo. L'unica cosa positiva è che in questi giorni tristissimi e drammatici la gente comune sta dimostrando una solidarietà enorme».



