Vivere bene dopo i 65 anni: ecco il pacchetto che vuole cambiare la vita agli anziani

Si chiama “Ticino 65plus”. Sono le soluzioni che ha individuato Avanti con Ticino&Lavoro affinché si possa invecchiare bene con incentivi fiscali e iniziative sociali rivolte agli anziani
LUGANO - Un Ticino sempre più anziano: nel 2024 le persone con più di 65 anni erano 86’074, pari al 24,0% della popolazione cantonale, contro il 19,5% della media svizzera. A fronte di un saldo naturale negativo – 2’319 nascite contro 3’436 decessi – la crescita demografica è sostenuta unicamente dal saldo migratorio. «Non si tratta di una previsione, ma di una trasformazione già in corso, destinata ad accentuarsi».
A dichiararlo è Avanti con Ticino&Lavoro, che martedì pomeriggio ha presentato in conferenza stampa il pacchetto “Ticino 65plus”. Si tratta di un insieme di diciannove misure - e di relativi atti parlamentari - organizzate in cinque pilastri con un obiettivo chiaro: aiutare le persone anziane a restare autonome, sicure e integrate nella comunità il più a lungo possibile. «Non si tratta di prepararsi a qualcosa che potrebbe accadere, ma di governare un cambiamento già in atto», viene ribadito nel documento.
Una strategia integrata
Secondo il movimento, la politica per gli over 65 è ancora trattata come un ambito marginale, mentre l’invecchiamento incide trasversalmente su abitare, fiscalità, mobilità, lavoro, cultura e prevenzione. In assenza di una visione coordinata, il rischio è intervenire solo a posteriori, «dopo la caduta, dopo il ricovero, dopo la perdita di autonomia», con costi sociali ed economici più elevati.
Il pacchetto propone invece un approccio preventivo: piccoli interventi tempestivi – come adattamenti domestici, accesso facilitato ai trasporti o attività sociali – possono evitare conseguenze più gravi e costose.
I cinque pilastri del progetto
Le misure sono suddivise in cinque ambiti principali:
- Abitare: interventi per permettere agli anziani di restare a casa in sicurezza, tra cui un bonus per piccoli adattamenti, un fondo per lavori più importanti, incentivi edilizi e uno sportello unico.
- Fiscalità e socialità: correttivi per evitare penalizzazioni legate a patrimoni poco liquidi, come la casa di proprietà, e introduzione di aiuti mirati come il bonus energia.
- Mobilità: abbonamenti agevolati al trasporto pubblico, riduzioni sull’imposta di circolazione e servizi di trasporto a chiamata nelle regioni periferiche.
- Lavorare e contribuire: valorizzazione delle competenze senior attraverso una banca delle competenze e incarichi mirati fino ai 70 anni.
- Vivere e partecipare: misure contro l’isolamento, tra cui voucher per attività culturali e sportive, alfabetizzazione digitale e programmi di prevenzione.
Il filo conduttore è «non una somma di aiuti isolati, ma una politica pubblica integrata» che accompagna la persona anziana in tutte le dimensioni della vita quotidiana.
Vista l’ampiezza del progetto, il pacchetto non è concepito per un’applicazione immediata e completa, ma per fasi. Le misure sono suddivise tra interventi prioritari, misure strutturali, progetti pilota e proposte da approfondire con ulteriori analisi. Vediamo nel dettaglio di che si tratta:
Misure bandiera
«Da depositare in via prioritaria: comprensibili, comunicabili e a beneficio visibile», secondo Avanti con Ticino& Lavoro. Si parte con il Bonus abitazione sicura 65plus, per il quale viene proposto un credito quadro di 2 milioni di franchi per quadriennio, in grado di sostenere tra 330 e 660 interventi in questo arco temporale, a dipendenza che si tratti di singoli oppure coppie. Si prosegue con lo Sportello unico “Ticino 65plus” per abitare a casa, che potrebbe fornire una cifra indicativa di 550 consulenze annue, con un costo per le casse cantonali di non più di 250mila franchi. La facilità di spostamento sarebbe garantita da Arcobaleno 65plus: la riduzione ordinaria dovrebbe essere pari al 30% del costo dell’abbonamento, con una riduzione rafforzata fino al 50% per persone beneficiarie di prestazioni complementari AVS/AI o con redditi modesti. L'investimento cantonale? Pari a circa 3,3 milioni di franchi l'anno.
Sono previste altre due misure: la prima è il Trasporto a chiamata e accompagnamento nelle regioni periferiche. La misura dovrebbe prevedere una tariffa agevolata rafforzata per le persone over 65 domiciliate in aree discoste, «con un tetto massimo alla partecipazione dell’utente per le corse riconosciute», così come un numero minimo annuo di corse gratuite o simboliche, «ad esempio 6 corse all’anno, aumentabili fino a 12 per persone con redditi modesti, beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI o situazioni di particolare isolamento». Le corse riconosciute dovrebbero riguardare spostamenti essenziali o di partecipazione sociale: visite mediche, terapie, farmacia, spesa alimentare, pratiche amministrative, accesso a sportelli pubblici, centri diurni, attività sociali, culturali o associative riconosciute. Infine il Voucher cultura, sport e tempo libero 65plus: la proposta prevede l’introduzione di un contributo di 150 franchi da utilizzare presso enti, strutture e associazioni riconosciute per attività culturali, sportive leggere, formative e del tempo libero. Il voucher potrà essere impiegato, ad esempio, per l’accesso a musei, cinema, teatri e concerti, ma anche per piscine, corsi, ginnastica dolce, università della terza età, iniziative comunali e attività associative riconosciute.
Misure strutturali
«Da costruire in parallelo: definiscono standard, regole e infrastrutture di lungo periodo», affermano i promotori. Il primo passo è un Fondo cantonale per adattamenti importanti dell’abitazione: una misura che necessiterebbe di un finanziamento tra 10 e 13 milioni di franchi nel quadriennio e che permetterebbe di evitare cadute, ricoveri, pressione sulle famiglie e ricorso anticipato a strutture sociosanitarie. «Quando un adattamento dell’abitazione permette a una persona anziana di continuare a vivere a casa propria in sicurezza, il Cantone ha interesse a intervenire prima, non dopo». Sulla stessa lunghezza è l'Incentivo edilizio per abitazioni adattate alla quarta età: l’iniziativa propone di introdurre nella Legge edilizia cantonale un aumento fino al 5% della superficie utile lorda consentita dai piani regolatori per nuovi edifici o trasformazioni che includono abitazioni accessibili a persone anziane o con mobilità ridotta. Non si tratta di un sussidio diretto, ma di un meccanismo premiale: chi realizza alloggi più accessibili ottiene un margine edificatorio aggiuntivo. La misura si ispira al modello già previsto per gli edifici ad alta efficienza energetica, che consente un analogo incremento del 5%. Si prosegue quindi con la Certificazione “Abitazione 65plus Ticino” in più livelli (base, avanzato e certificato), con tre vantaggi. «Primo: renderebbe più trasparente l’uso dei fondi pubblici. Secondo: darebbe a proprietari, progettisti, Comuni e imprese criteri chiari già in fase di progettazione. Terzo: permetterebbe al Cantone di premiare gli interventi realmente utili, evitando contributi generici e difficili da controllare».
Ritornando alla partecipazione alla vita sociale, culturale e sportiva cantonale, è prevista una Tariffa 65plus obbligatoria per enti sostenuti dal Cantone. La riduzione minima proposta è del 25% rispetto alla tariffa ordinaria, lasciando agli enti la possibilità di prevedere condizioni più favorevoli. L'impatto diretto sui conti cantonali può essere contenuto, assicura Avanti con Ticino&Lavoro, «perché la misura non prevede necessariamente una compensazione automatica del minor ricavo agli enti beneficiari. La tariffa 65plus diventerebbe una condizione del sostegno pubblico, da integrare nei contratti di prestazione, nelle decisioni di sussidio e nelle direttive applicabili». Il Consiglio di Stato dovrà tuttavia valutare, per gli enti più piccoli o per le attività con margini economici molto ridotti, se siano necessari correttivi o eccezioni motivate. Infine, quinta e ultima misura strutturale, la Possibilità di incarichi pubblici o para-pubblici fino a 70 anni. «Vi sono settori nei quali l’esperienza accumulata in anni di servizio rappresenta una risorsa preziosa, soprattutto quando vi sono competenze rare, difficoltà di reclutamento o necessità di accompagnare il passaggio di conoscenze alle nuove generazioni». Allo stesso tempo, però, ci vuole prudenza: «Gli incarichi senior non devono diventare un modo per aggirare i concorsi, sostituire posti ordinari, comprimere i salari o bloccare il ricambio generazionale». Insomma, si tratta di «uno strumento eccezionale, non automatico, fondato su una motivazione concreta di interesse pubblico».
Misure pilota
«Da sperimentare con crediti limitati e indicatori di risultato prima di un'eventuale stabilizzazione». Si parte con l'Alfabetizzazione digitale 65plus e prevenzione truffe, un programma basato su una rete già esistente che preveda corsi pratici in piccoli gruppi, con linguaggio semplice ed esercizi su casi reali: uso dei servizi online, e-banking, smartphone, gestione password, riconoscimento delle truffe e accesso all’assistenza. Con una quota simbolica di 20-30 franchi per corso, il costo netto per il Cantone arriverebbe a 700mila franchi per quattro anni. Ecco poi Prevenzione cadute e movimento leggero, che prevede l’istituzione del programma cantonale “65plus in movimento”, volto a sostenere attività di prevenzione delle cadute per gli over 65. Sono inclusi corsi di equilibrio, ginnastica dolce, acquagym, cammino assistito, attività motoria adattata, valutazioni del rischio e consulenze sull’ambiente domestico. L’iniziativa sarà realizzata in collaborazione con Comuni, associazioni sportive, fisioterapisti, centri diurni, Pro Senectute, enti locali, piscine e assicuratori malattia. L’obiettivo è creare una rete capillare e accessibile, con attività pratiche diffuse sul territorio e un costo annuo che potrebbe arrivare a 400mila franchi.
Tecnologie semplici di sicurezza domestica, invece, andrebbe a promuovere un programma "Casa sicura 65plus", basato su contributi mirati per dispositivi certificati e fornitori riconosciuti, evitando procedure amministrative complesse e favorendo un accesso semplice alle misure. Quali? Pulsanti di emergenza, braccialetti SOS, sensori di movimento, illuminazione automatica notturna, rilevatori di caduta e altri piccoli dispositivi «possono aumentare la sicurezza delle persone anziane e offrire maggiore tranquillità anche ai familiari». Si parla poi di una Banca delle competenze 65plus, destinata a mettere in relazione persone pensionate disponibili e enti interessati a incarichi limitati, attività di mentoring, formazione, tutoraggio, accompagnamento civico, valorizzazione della memoria locale, supporto ad archivi, musei, scuole, associazioni e progetti comunitari. Il costo per quadriennio potrebbe oscillare tra 800mila e 1,2 milioni di franchi. Infine il Bonus energia 65plus selettivo, attivabile in caso di forte aumento dei prezzi dell’energia, destinato alle fasce fragili della popolazione anziana e invalida. «Il Bonus energia 65plus deve quindi essere concepito come un aiuto eccezionale e mirato, legato alla povertà energetica e non semplicemente all’età. Il contributo dovrebbe riguardare economie domestiche in cui almeno una persona beneficia di una rendita AVS o AI e che si trovano in una situazione economica modesta, con accesso prioritario o automatico per i beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI». L'aggravio per le finanze cantonali? Di alcuni milioni annui.
Misure da approfondire (B1, B2, A5, C2):
Gli ultimi quattro provvedimenti sono «da accompagnare con simulazioni fiscali e distributive prima dell'attuazione». Si parte con la Deduzione mirata sulla sostanza per beneficiari AVS, con l'introduzione nella Legge tributaria una deduzione speciale dalla sostanza netta per i beneficiari di rendita AVS, pari a 125mila franchi per le persone sole e 250mila franchi per i coniugi o partner registrati. «La deduzione dovrebbe essere limitata alla sostanza derivante dal capitale del secondo pilastro e dal valore fiscale dell’abitazione primaria. In questo modo la misura resta mirata e non si trasforma in una riduzione indiscriminata dell’imposta sulla sostanza». L'investimento sarebbe rilevante: 20-23 milioni annui per Cantone e Comuni nello scenario centrale. Segue la Riduzione più proporzionata della sostanza oggetto di rinuncia nel calcolo della riduzione dei premi di cassa malati, con la quale l’attuale riduzione fissa di 10mila franchi annui verrebbe sostituita con una riduzione lineare del 10% annuo del valore iniziale della sostanza oggetto di rinuncia. «In questo modo il valore patrimoniale continuerebbe a essere considerato, ma verrebbe ridotto in modo proporzionato e si azzererebbe dopo dieci anni. La misura manterrebbe quindi la funzione anti-abuso, ma eviterebbe effetti eccessivamente penalizzanti e difficili da giustificare», afferma Avanti con Ticino&Lavoro.
Si parla poi di Garanzia cantonale per crediti di adattamento abitativo, grazie alla quale il Cantone non sostituirebbe la banca e non finanzierebbe direttamente l’intero intervento, ma interverrebbe invece come «garante parziale e sussidiario, rendendo possibile l’accesso al credito per persone anziane proprietarie della propria abitazione principale, con patrimonio immobiliare poco liquido e reddito pensionistico insufficiente». Infine la Riduzione imposta di circolazione per beneficiari AVS, fino al 30% e limitata a un solo veicolo per economia domestica. Potrebbe essere modulata secondo reddito, regione di domicilio, disponibilità effettiva del trasporto pubblico e caratteristiche ambientali del veicolo. Il provvedimento non va a cozzare contro l'incentivo all'uso del trasporto pubblico: «Si tratta piuttosto di riconoscere che, per una parte della popolazione anziana, soprattutto fuori dai centri urbani, l’automobile resta ancora uno strumento concreto di autonomia. La riduzione dovrà quindi essere mirata, socialmente giustificata e compatibile con gli obiettivi ambientali cantonali».
Un investimento importante
Di che cifre stiamo parlando? Il costo complessivo annuo è stimato tra circa 22,1 milioni di franchi nello scenario prudente e 63,7 milioni nello scenario espansivo, con una stima intermedia di 39,3 milioni. La voce più rilevante è la deduzione fiscale sulla sostanza per beneficiari AVS, che potrebbe incidere per circa 16 milioni annui nello scenario centrale.
Per contenere i rischi, molte misure prevedono fasi pilota, crediti quadro e valutazioni periodiche, così da «misurare l’efficacia reale e correggere la rotta prima di consolidare ciò che funziona».
Prevenzione e autonomia al centro
Il pacchetto insiste su un principio: investire prima è più efficace e meno costoso che intervenire in emergenza. «Una casa resa sicura in tempo, un abbonamento accessibile, un corso di equilibrio – si legge – costano meno di un ricovero o della perdita di autonomia».
Allo stesso tempo, viene chiarito che non si tratta di un beneficio generalizzato: la maggior parte delle misure è calibrata su soglie di reddito e patrimonio per concentrare il sostegno su ceto medio anziano, persone sole e situazioni più fragili.
Una scelta politica di fondo
Il documento di Avanti con Ticino&Lavoro si chiude con un invito esplicito alle istituzioni: affrontare l’invecchiamento non come un problema, ma come una trasformazione da governare. «Un Cantone che invecchia non è un Cantone in declino», si sottolinea, ma una realtà che richiede nuovi strumenti e una visione coerente.
L’obiettivo dichiarato è costruire «un Ticino in cui valga davvero la pena invecchiare», puntando su autonomia, partecipazione e qualità della vita lungo tutto l’arco della vecchiaia.



