«Capelli ovunque», scoppia la "rivolta" dei nuotatori

«Finiscono tra le dita, sul viso, attorno agli occhialini»: una lettera aperta al Municipio e una raccolta firme per reintrodurre l'obbligo della cuffia. Il responsabile della Piscina: «Non riscontriamo una maggiore sporcizia».
«Finiscono tra le dita, sul viso, attorno agli occhialini»: una lettera aperta al Municipio e una raccolta firme per reintrodurre l'obbligo della cuffia. Il responsabile della Piscina: «Non riscontriamo una maggiore sporcizia».
CHIASSO - Si dice di "non stare a guardare il capello". Ma non è questo il caso. Sì, perché alla Piscina comunale di Chiasso c’è chi di capelli non ne vuole proprio più sentire parlare. Il motivo? Da quando questa estate è stato tolto l'obbligo di indossare la cuffia in piscina - novità a Chiasso ma non per buona parte delle piscine all'aperto ticinesi -, agli appassionati del nuoto in corsia c'è qualcosa che proprio non va giù.
«Nuoto e mi trovo capelli nel cinturino dell'orologio, arrotolati al braccialetto», ci racconta un utente "storico" dell'impianto. E in effetti, secondo alcune testimonianze, specie nelle ore pomeridiane e serali, dopo una giornata di grande affluenza, nuotando nella vasca da 50 metri, non è difficile trovarsi qualche lungo capello in bocca o tra le dita delle mani.
«Il disappunto»
Dall'insoddisfazione si passa ora ai fatti. Un appassionato e frequentatore della struttura, che si definisce con noi «la voce di tante persone», ha dato il via a una raccolta firme per reintrodurre l'obbligo di coprirsi il capo nella vasca olimpionica. Nella lettera aperta al Municipio di Chiasso, che sarà inviata dopo aver raggiunto un numero di firme sufficientemente rappresentativo, («punto ad arrivare a 50-100 adesioni: ho parecchia gente che vuole firmare», ci spiega il promotore dell'iniziativa), si parla di «disappunto per la decisione di eliminare l'obbligo di indossare la cuffia».
E ancora, nel testo si va dritti al cuore del problema: «Ci troviamo a nuotare con capelli che finiscono tra le dita, sul viso, attorno agli occhialini, agli orologi e ai braccialetti, oppure che rimangono impigliati nelle palette, nei boccagli e negli altri strumenti utilizzati durante gli allenamenti». Infine, la richiesta di reintrodurre il divieto di tuffarsi con i capelli sciolti, al fine di «mantenere caratteristiche adeguate per chi pratica il nuoto con serietà, costanza e spirito sportivo». E se indossare la cuffia «è un sacrificio minimo, che rappresenta un gesto di attenzione verso tutti gli utenti» della piscina da 50 metri, secondo i firmatari («una quindicina in pochissimo tempo»), «maggiore libertà» potrebbe invece essere mantenuta solo «nelle vasche dedicate esclusivamente al gioco e al relax».
Il responsabile della piscina: «Difficile accontentare tutti»
L'iniziativa di "protesta" non piace però ai bagnini, che desiderano mettere al centro del loro lavoro la sicurezza del pubblico, senza doversi occupare dell'annosa questione - nonché tormentone - del "mettiti la cuffia!".
Su questo concorda in parte il responsabile della struttura, Loris Codoni: «Di principio il lavoro del bagnino è la prevenzione degli infortuni e la sicurezza». Ma il motivo della decisione, spiega Codoni, è soprattutto un altro: «Eravamo rimasti probabilmente l'ultima piscina, in Ticino, con l'obbligo della cuffia e per questo negli anni avevamo ricevuto tanti reclami, ma chiaramente qualsiasi operazione fai non puoi accontentare tutti».
Dunque ora che succederà? Il responsabile dell'Ufficio sport e tempo libero del Municipio si riserva ogni valutazione «a fine stagione», in base a «come reagiranno i filtri». Ma quel che è certo, per Codoni è che con la maggiore tolleranza «non abbiamo riscontrato una maggiore sporcizia, nonostante la grande affluenza di pubblico per la canicola».




