«Dal punto di vista sportivo il giorno più bello della mia vita»

Decisivo nella serie di rigori contro la Colombia, Gregor Kobel è stato uno dei grandi artefici della qualificazione ai quarti di finale.
Decisivo nella serie di rigori contro la Colombia, Gregor Kobel è stato uno dei grandi artefici della qualificazione ai quarti di finale.
VANCOUVER - Gregor Kobel è stato uno degli eroi della serie di rigori che ha permesso alla Svizzera di raggiungere i quarti di finale del Mondiale, martedì, contro la Colombia. A lungo nell’ombra di Yann Sommer, il portiere zurighese ha finalmente potuto assaporare un’impresa immensa con la nazionale. Una giusta ricompensa insomma.
L’estremo difensore del Borussia Dortmund ha scelto il lato giusto per respingere il quarto rigore colombiano, quello di Cucho Hernandez. Aveva già vinto il suo duello mentale contro Davinson Sanchez, che aveva calciato il suo rigore sulla traversa.
Gregor, è il giorno più bello della sua vita?
«Dal punto di vista sportivo, è senza dubbio il più bello. Dal punto di vista familiare, credo che ce ne siano stati anche altri (ride). Ho sempre difficoltà a esprimere ciò che provo così poco tempo dopo una partita, ma sono super contento per la squadra, per tutte le persone straordinarie che compongono lo staff. Le emozioni che sono esplose alla fine non si vivono da nessun’altra parte. È unico e magnifico».
Ci racconti un po’ questa serie di rigori...
«Credo di essere riuscito a restare presente per tutto il tempo. Non ho davvero avuto alti e bassi, anche se ovviamente è stato un momento enorme quando ho parato quel rigore. Avevo grande fiducia in me stesso così come nella capacità dei ragazzi di calciare questi rigori».
FreshfocusLa chiave del successo è stata la vostra capacità di soffrire?
«Assolutamente. Non è stata una partita facile, contro un avversario molto sgradevole, molto fisico, che ha commesso molti falli. Il loro pubblico è stato incredibile. Sono tre volte che giochiamo qui, ma avevamo comunque l’impressione di essere in trasferta. Abbiamo anche superato momenti difficili con gli infortuni e ognuno ha dovuto dare il proprio contributo».
Avete scritto una pagina di storia, ma i vostri sogni e obiettivi non si fermano qui, vero?
«Credo che non si possa sottolineare abbastanza l’enorme successo che questo rappresenta per noi, per questa squadra, per una realtà così piccola come la Svizzera essere tra le otto migliori del mondo nello sport più grande che ci sia. Sono così contento per tutti i tifosi, per i giocatori che sono qui da anni, per quelli che sono appena arrivati e per quelli che non ci sono più. È un'impresa incredibile, davvero incredibile».
Personalmente, cosa significa vivere tutto questo nei panni del numero 1?
«È sempre una sensazione molto forte poter indossare la maglia del proprio paese. Ogni convocazione è un immenso orgoglio. Ma chiaramente, raggiungere i quarti di finale della Coppa del mondo al mio primo grande torneo da titolare, è qualcosa di pazzesco».




