Cerca e trova immobili
Mondiali 2026FIFA WORLD CUP
NUOTO

«C'è gente forte, ma non temo nessuno»

Noè Ponti si racconta a un mese dagli Europei di Parigi: «La preparazione sta andando bene. Entro in acqua per vincere, ma penso solo a fare la mia gara».
«C'è gente forte, ma non temo nessuno»
«C'è gente forte, ma non temo nessuno»
Ti-Press (PABLO GIANINAZZI)
«C'è gente forte, ma non temo nessuno»
Noè Ponti si racconta a un mese dagli Europei di Parigi: «La preparazione sta andando bene. Entro in acqua per vincere, ma penso solo a fare la mia gara».
SPORT: Risultati e classifiche

TENERO - Manca poco più di un mese agli Europei di nuoto in vasca lunga, in programma a Parigi dal 10 al 16 agosto. A guidare la spedizione svizzera, composta da 19 atleti, sarà ancora una volta Noè Ponti. Il 25enne del Gambarogno, bronzo olimpico nei 100 metri delfino a Tokyo, sarà affiancato dagli altri due ticinesi Mattia Mauri ed Enrico Sottile (qui la nostra intervista con lui).

Lo abbiamo incontrato al Centro Sportivo di Tenero, dove sta rifinendo la preparazione in vista dell’appuntamento continentale. Dopo un allenamento sotto il sole cocente, Ponti racconta come sta vivendo l’avvicinamento agli Europei, nei quali gareggerà nei 50 e 100 metri delfino e, probabilmente, anche nella staffetta 4x100 misti. «Sempre che mi vogliano», scherza. «La decisione, però, non spetta a me».

La preparazione è filata via senza grossi intoppi, anche se la primavera non è stata semplice. «A fine marzo mi sono ammalato, probabilmente anche a causa dei tanti viaggi. Da ottobre sono stato due volte in Asia, due in America e mi sono spostato parecchio anche in Europa. Alla lunga ne ho risentito sia fisicamente sia mentalmente». Superato quel momento, però, lo squalo del Gambarogno è tornato a macinare risultati, imponendosi ai Campionati svizzeri e brillando anche nei diversi meeting dello Swim Tour.

Come arrivi quindi a Parigi?
«Te lo saprò dire tra un mese…», sorride. «Adesso sto bene. La preparazione sta procedendo nel migliore dei modi e spero di presentarmi agli Europei nella miglior condizione possibile».

Quattro anni fa conquistasti l'argento nei 100 metri delfino. Qual è l'obiettivo questa volta?
«Il mio obiettivo è sempre lo stesso: dare il massimo. Entro in acqua per nuotare forte e cercare di arrivare davanti a tutti. Ma non mi piace parlare di risultati prima della gara. Gli obiettivi preferisco tenerli per me».

Chi temi di più?
«Nessuno. So benissimo che ci saranno avversari forti, alcuni hanno vinto anche più di me. Ma se inizi a pensare agli altri rischi di compromettere la tua gara. Io devo concentrarmi soltanto su quello che posso controllare. Senza temere nessuno».

Insieme a te ci saranno anche i ticinesi Mauri e Sottile. Farete gruppo? Li prenderai sotto la tua ala protettiva?
«Spero si crei un bel gruppo con tutta la nazionale, non solo tra ticinesi. Essendo uno dei più esperti, se qualcuno avrà bisogno di un consiglio ci sarò volentieri. Quando ero io il più giovane ho imparato tanto da Jérémy Desplanches (nuotatore ginevrino classe 1994, bronzo nei 200 metri misti alle Olimpiadi di Tokyo, ndr). Se posso restituire qualcosa ai ragazzi che arrivano adesso, lo faccio con piacere».

Parigi la conosci bene. Riuscirai anche a fare il turista?
«Ci sono già stato cinque o sei volte, sia per il nuoto sia in vacanza. Se ci sarà un po’ di tempo magari farò un giro, ma sarò lì soprattutto per gareggiare. Gran parte delle giornate le passerò tra piscina e albergo. E mi va benissimo così».

Come occupi il poco tempo libero?
«Solitamente mi riposo parecchio», ride. «Poi sto seguendo degli studi, mi piace passare del tempo con gli amici e, in estate, godermi il lago e il fiume».

Si riesce a vivere facendo il nuotatore professionista?
«Sì. Ovviamente non siamo ai livelli del calcio e non lo saremo mai, ma oggi riesco a vivere di questo sport. Sono indipendente e, sinceramente, mi basta».

Nel frattempo sei anche andato a vivere da solo…
«Sì, ora ho un appartamento tutto mio. Anche se i miei abitano sotto di me. Mi sto appassionando alla cucina e me la cavo piuttosto bene. Chissà, magari dopo il nuoto ci sarà spazio per una seconda carriera ai fornelli», ride. «Di sicuro oggi vivo tutto con molta più serenità: l'anno scorso, con i lavori in casa, ero decisamente più stressato».

Il nuoto sta conquistando sempre più visibilità. È ancora uno sport di nicchia?
«In Svizzera dovrà sempre confrontarsi con discipline come sci, hockey e calcio, che hanno un peso enorme. A livello internazionale, però, qualcosa si sta muovendo e il nostro sport sta crescendo».

Ti senti un modello per i più giovani?
«Come tutti gli sportivi che ottengono risultati importanti, credo di poter essere un punto di riferimento. E questa è una cosa che mi rende felice. Se qualche bambino si avvicina al nuoto perché ha visto me, è una soddisfazione enorme. Cerco sempre di restituire qualcosa alle persone e ai ragazzi. È uno degli aspetti più belli di quello che faccio».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE