Giovane, ticinese, ambizioso: Enrico sogna le Olimpiadi

Siamo andati alla piscina di Savosa per conoscere Enrico Sottile, un giovane talento del nuoto ticinese e svizzero. E prima di intervistarlo lo abbiamo pure sfidato...
Siamo andati alla piscina di Savosa per conoscere Enrico Sottile, un giovane talento del nuoto ticinese e svizzero. E prima di intervistarlo lo abbiamo pure sfidato...
LUGANO - Los Angeles 2028. “I have a dream”. Anche se sogno non è propriamente la parola giusta. Perché un sogno è spesso considerato come qualcosa di irraggiungibile. Una chimera. Mentre quello di andare alle prossime Olimpiadi estive è per Enrico Sottile, 18enne nuotatore della A-Swimming Team di Savosa, un obiettivo da raggiungere. Qualcosa di reale. Di concreto. Qualcosa per cui vale la pena dare tutto.
Pazza Idea - E la convinzione c'è. Sia nel ragazzo, sia nello staff che lo supporta. Li incontriamo a bordo vasca, un pomeriggio prima di uno dei numerosi allenamenti settimanali. E allora prima dell'intervista ci viene un'idea: perché non testare le qualità di Enrico in acqua con una sfida... a handicap. Chi scrive, vecchio ex nuotatore di bass(issim)o livello e triatleta per diletto, non avrebbe ovviamente nessuna possibilità in condizioni normali e quindi gareggia su due vasche (50 metri), contro le tre di Enrico (75 metri). Non "spoileriamo" il risultato (guardate il video) ma possiamo dirvi che Enrico è veramente forte.
Davide Giordano tio/20minA fine gara.11-12 allenamenti a settimana - D'altronde questo sport lo ha nel DNA. Fisico possente, spalle enormi e una nuotata fluida, ma potente frutto di anni e anni di duro lavoro in vasca. «Ho iniziato quando avevo quattro anni perché mia mamma ci teneva che io imparassi a nuotare». E da allora non ha più smesso. «Attorno a sei anni ho iniziato con l'agonismo e ora mi alleno 8-9 volte in acqua e 3 volte in palestra alla settimana».
Obiettivi importanti - Un impegno non di poco conto. Ma che a Enrico non pesa. «Nuotare mi piace. Certo i sacrifici ci sono. E sono pure tanti. Ma credo che quando si ha un obiettivo importante, a cui si tiene molto, si è disposti a farli. Anzi è addirittura un piacere. Perché sai che stai lavorando per raggiungere qualcosa di importante. E tutto il resto passa in secondo piano».
Lo squalo di Baltimora - Parole di un ragazzo che sa quello che vuole. Un po' come il suo idolo, lo squalo di Baltimora Micheal Phelps. «Lui è il nuotatore più forte di sempre. Sin da bambino mi sono ispirato a lui, guardando le sue gare alla TV. Mi ricordo in particolare le sue ultime Olimpiadi a Rio de Janeiro (quando vinse cinque ori e un argento, ndr). Poi ci sono i campioni attuali, con cui spero di potermi confrontare presto».
Bracciata dopo bracciata - Magari ai Giochi olimpici di Los Angeles. Anche se prima di arrivare là bisogna ancora lavorare tanto. E scalare ulteriori scalini. «Partecipare a un'Olimpiade è ovviamente il sogno di ogni nuotatore. Quest'anno il mio obiettivo è quello di partecipare ai campionati europei che si terranno ad agosto a Parigi». E la politica del passo dopo passo - anzi, del bracciata dopo bracciata - è condivisa anche dal suo allenatore Fausto Mauri. «Arrivare a Los Angeles 2028 è un percorso lungo. Siamo convinti che ci siano i presupposti e le qualità per completarlo. Ma bisogna avere pazienza. Comunque Enrico è concentrato e ogni giorno lavora per raggiungere questo obiettivo».
Leila Abetel / PhotograblEnrico in azione.L'importanza del team - Ma Enrico non è il solo a lavorare. Alle sue spalle c'è infatti un team che lo supporta e lo sostiene: dagli allenatori che lo seguono in vasca, al preparatore fitness Brian Belloni per la parte a secco, passando dal fisioterapista Gabriele Sonvico. «Il team è di fondamentale importanza», ci spiega il giovane nuotatore, precisando «di fidarsi ciecamente di ogni cosa gli viene detta». Sullo sfondo, poi, vi è anche la nazionale svizzera di nuoto dove Enrico è inserito in un gruppo ristretto di atleti. «Grazie al quarto posto ottenuto all'europeo junior - precisa Mauri - Enrico è considerato un nuotatore con prospettiva olimpica».
Crono mangia tempo - Tra allenamenti in vasca e a secco, il nuoto occupa gran parte della vita di Enrico. In altre parole, per ottenere il crono si va a sacrificare il tempo. E il tempo libero, gli chiediamo... «Lo uso per riposare, per dormire e per mangiare tra un allenamento e l'altro», ci confida. «Poi mi piace anche guardare film e altri sport. Seguo molto la Formula 1 e un po' anche il calcio abitando a pochi passi da Cornaredo».
Studio e lavoro - Un po' di tempo, poi, va consacrato anche allo studio e al lavoro. «Ho finito l'anno scorso la CPC a Massagno. Ho fatto i miei tre anni di scuola con la maturità professionale», ci spiega Enrico. «Ora sto svolgendo uno stage in due anni al 50% lavoro qui (all'A Club Fitness & Wellness, ndr), principalmente in amministrazione e a volte nell'accoglienza clienti. Per me questa è una soluzione perfetta per abbinare il nuoto al lavoro».








