«È nel suo mondo, ma riconosce le persone»

L'ex pilota italiano Riccardo Patrese, amico di Schumi, ha parlato delle condizioni di salute del tedesco
L'ex pilota italiano Riccardo Patrese, amico di Schumi, ha parlato delle condizioni di salute del tedesco
ROMA - La scorsa settimana il Daily Mail aveva parlato di piccoli miglioramenti circa lo stato di salute di Michael Schumacher. Il media britannico aveva infatti spiegato che il 57enne - seppur costantemente assistito - non era più costretto a letto 24 ore su 24 e di capire in parte quanto accade attorno a lui.
In queste ultime ore l'ex pilota italiano Riccardo Patrese (in Formula 1 dal 1977 al 1993 per un totale di oltre 250 Gran Premi con sei vittorie) ha detto la sua: «Spero che Michael stia migliorando ogni giorno perché è un mio caro amico - ha dichiarato il 71enne a hochgepokert.com - E sono così dispiaciuto che si trovi in questa situazione. Sapevo che c'erano stati sviluppi positivi sei anni fa perché c'è stato un momento in cui tutti pensavano che potesse morire. È nel suo mondo, ma riconosce le persone intorno a lui, volti familiari. Sono sicuro che non sappia di essere un sette volte campione del mondo. Ho saputo da un amico che stava migliorando sempre di più, ma non l'ho più incontrato dopo l'incidente. Si dice solo che riesca a sedersi, osservare, guardarsi intorno e stabilire un contatto visivo. Dopo l'incidente, ho detto a Corinna: "Dovrei venire e magari provare a parlargli per vedere se si sveglia e cose del genere?". E lei mi ha risposto: "Non preoccuparti, Riccardo". Ho capito che non volevano nessuno intorno a lui».
Il giorno dell'incidente di Méribel Patrese se lo ricorda bene: «Nessuno sapeva quanto fosse grave. Così gli ho mandato un messaggio: "Stai bene, Michael?". Purtroppo, non ho ricevuto risposta. Ho capito subito che era una cosa seria e, in quel momento, è cambiato tutto. Quello è stato l'ultimo contatto che ho avuto con lui».





