Rustici, «un'occasione» per salvare la nostra storia

L'Alleanza Patriziale Ticinese prende posizione sulla consultazione sull'aggiornamento del PUC-PEIP e chiede di fare qualcosa in più: «Non possiamo permettere che il nostro patrimonio architettonico si trasformi in un cumulo di macerie»
«L’aggiornamento del PUC-PEIP imprescindibile per introdurre una maggiore flessibilità e incentivare efficacemente il recupero del patrimonio dei rustici» ma «deve saper coniugare il rigore del restauro conservativo con una visione dinamica del paesaggio, che riconosca non solo le qualità architettoniche degli edifici, ma anche il profondo valore storico, umano e culturale del contesto territoriale in cui sono inseriti». È questa la premessa di base che l’Alleanza Patriziale Ticinese pone nel prendere posizione sulla consultazione promossa dal Cantone sul Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti.
Nelle sue considerazioni, l’ALPA propone tre principali modifiche. La prima concerne i cosiddetti “limiti di quota” che non possono essere utilizzati per determinare la protezione di un edificio perché «il valore di un manufatto non dipende dall’altitudine, ma dalla sua testimonianza architettonica e culturale». Da qui, la richiesta al governo di applicare «criteri di merito storico-architettonico uniformi su tutto il territorio cantonale, indipendentemente dalla posizione geografica».
Viene poi chiesto di «di considerare con attenzione le proposte di ampliamento del comprensorio del PUC-PEIP che dovessero emergere da Enti pubblici e privati». «Non deve essere l’ALPA a indicare quali aree dovranno essere integrate nel PUC- PEIP. Saranno, piuttosto, gli Enti locali e di prossimità (Patriziati, ma pure Comuni, associazioni, fondazioni, cittadini privati) che dovranno fare le loro proposte, alla luce della loro profonda conoscenza dei rispettivi territori».
Infine, l’ALPA tocca la questione della flessibilità normativa, portando la voce di molti Enti patriziali che segnalano «come le procedure amministrative e burocratiche siano assai complesse e troppo articolate». In altre parole, per alcune norme, l’Alleanza Patriziale Ticinese auspica uno «snellimento».
«L’aggiornamento del PUC-PEIP è un’occasione irrinunciabile per contribuire ulteriormente alla tutela del nostro territorio fuori zona edificabile. A nostro avviso, infatti, ci sono ancora margini nell’apparato normativo per davvero incentivare le procedure di ripristino dei rustici, sia per un restauro conservativo che per – soprattutto – dei cambiamenti di destinazione». «Non possiamo permettere - conclude l'ALPA - che il nostro patrimonio architettonico si trasformi in un cumulo di macerie».



