Lombardi alza la voce su Rete 4: «Queste sono fake news»

Ospite della trasmissione Dritto e rovescio, il municipale luganese è finito nel centro di un (ennesimo) battibecco televisivo a tema Crans-Montana.
LUGANO/MILANO - Niente più esponenti del Centro alle trasmissioni italiane a tema Crans-Montana. La velina, diffusa ieri proprio dal partito, non ha però impedito a Filippo Lombardi di partecipare in diretta alla trasmissione Diritto e rovescio, in onda giovedì sera su Rete 4.
Il risultato, come era prevedibile, è stato un nuovo battibecco con toni sopra le righe, soprattutto con il conduttore Paolo Del Debbio, Antonio Caprarica e Klaus Davi.
Lombardi, dal canto suo, ha provato a dipanare “l'ombra del sistema” - come titolato il programma - provando a fare chiarezza sull'iter svizzero d'indagine e soprattutto sul criticato risarcimento di 10mila franchi del canton Vallese alle famiglie delle vittime.
Un sindaco probabilmente colluso che non teme nulla perché «protetto dal sistema giudiziario», secondo Davi, al quale Lombardi replica: «Verrà indagato (...) si arriverà a un certo punto dell'inchiesta nel quale le prove permetteranno di estendere l'indagine [anche a lui]».
Sulla questione degli indennizzi - i 10mila franchi versati alle famiglie - i toni diventano davvero incandescenti. Del Debbio li definisce «un'elemosina», «scandalosa» e anche «maleducazione».
Il municipale di Lugano (o “ex senatore svizzero”, come definito dalla trasmissione) prova a fare chiarezza: «Lei non è informato bene, sta dando una fake news, sta dicendo cavolate», tentando di chiarire - e a un certo punto alzando anche la voce - che la cifra non era definitiva, ma solamente un aiuto per le spese di spostamento e alloggio. Il primo step, quindi, di aiuti e risarcimenti che arriveranno in tempi medio-lunghi.
Secondo Caprarica, intervenuto a gamba tesa, una cifra «che non basta nemmeno per andare da Roma a Sion».



