Il cuoco contraddice i Moretti: «Non ero in servizio»

La porta di emergenza chiusa durante la tragedia: scontro di versioni tra i gestori e il lavoratore stagionale.
CRANS-MONTANA - I Moretti, nel corso degli interrogatori, hanno scaricato la responsabilità dell’incendio e delle mancate misure di sicurezza nel locale «Le Constellation» su un lavoratore stagionale alle loro dipendenze. Quest’ultimo, di professione cuoco, sentito da Le Parisien smentisce le loro affermazioni.
Al centro dell’attenzione vi è la famosa porta chiusa a chiave. I gestori del bar insistono sul fatto che non si trattasse di un’uscita di emergenza, bensì di una porta di servizio. Il motivo per cui fosse chiusa sarebbe ignoto sia a Jacques sia a Jessica Moretti.
Secondo Le Parisien, tuttavia, nei documenti ufficiali la porta è indicata come «uscita di emergenza e via di evacuazione». «Era sempre aperta; non passa giorno senza che mi chieda perché quella sera fosse chiusa», ha dichiarato Jessica Moretti durante l’interrogatorio.
Jacques Moretti ha poi aggiunto: «Dopo la tragedia abbiamo appreso che un dipendente (…) aveva portato dei cubetti di ghiaccio al Constellation e, senza sapere perché, aveva chiuso il chiavistello in alto di quella porta».
Il cuoco, accusato, contesta questa versione. «In quel momento non ero nemmeno in servizio; mi è stato chiesto di dare una mano e l’ho fatto», ha spiegato. «Durante il tempo in cui mi trovavo lì, non sono riuscito ad aprire la serratura, che era installata a portata di mano».
Nel corso delle audizioni, i Moretti hanno inoltre dichiarato che il giovane si sarebbe sentito in colpa per l'accaduto. Jacques Moretti ha detto di avergli inviato un messaggio consigliandogli di non fuggire, ma di restare e assumersi le proprie responsabilità.
L’interessato nega con forza queste affermazioni. Nel frattempo, il lavoratore stagionale ha lasciato la Svizzera, poiché non sopportava più di «vedere il sorriso delle vittime innocenti» ogni volta che chiudeva gli occhi.



