Cerca e trova immobili
MEDIO ORIENTE

Iran: «Braccheremo e uccideremo Netanyahu»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato minacciano il Primo Ministro di Israele. Trump si appella a Cina ed Europa per la sicurezza dello Stretto di Hormuz
Afp
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato minacciano il Primo Ministro di Israele. Trump si appella a Cina ed Europa per la sicurezza dello Stretto di Hormuz

La mancanza di un piano definito, tra cambio di regime e 'modello Venezuela', ha scatenato le incertezze anche sullo schieramento delle forze militari a stelle e strisce contro l'Iran, oltre che su una exit strategy che possa risultare credibile.

L'appello alla comunità internazionale per impedire la "restrizione artificiale" dello Stretto di Hormuz, crocevia vitale del petrolio nella stretta dei pasdaran, fa parte di una questione passata al setaccio.

10:38

«Mojtaba Khamenei sta bene e governa il Paese»
"La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese". Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle notizie sull'assenza di Khamenei dalla vita pubblica e in tv. "La situazione nel Paese è stabile", ha aggiunto Araghchi, citato dall'agenzia Irna. Il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri di non sapere nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei è "ferito e probabilmente sfigurato". (ats)

09:29

Nuova ondata attacchi su larga scala su Iran occidentale
L'esercito israeliano ha annunciato di aver "avviato, poco fa, una ondata di attacchi su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano nell'Iran occidentale". (ats)

09:28

Cinque raid nella notte su Israele
Notte di raid su Israele: dalla mezzanotte, stando al Times of Israel, si sono susseguiti cinque attacchi. Il bilancio è di due due persone rimaste leggermente ferite a Holon, nel centro del Paese, a seguito del secondo attacco. Le ferite sono state causate dall'impatto nella zona, probabilmente da frammenti caduti dopo un'intercettazione. L'Idf ha avviato un'indagine sulle circostanze dell'accaduto. Il servizio medico di emergenza israeliano ha dichiarato che un uomo di circa 80 anni sta ricevendo cure mediche sul posto per lievi ferite causate da schegge di vetro, e una donna, anch'essa di circa 80 anni, è in cura per sintomi da inalazione di fumo. Diverse altre persone sono in cura per shock. (ats)

09:27

«Non ancora pronto per accordo che concluda la guerra»
Il presidente americano Donald Trump ha affermato di non essere ancora pronto a stringere un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran, nonostante la disponibilità di Teheran. La ragione, ha affermato il tycoon in un'intervista telefonica alla Nbc, è "perché i termini non sono ancora abbastanza buoni", rifiutandosi di fornire i termini in questione. "L'Iran vuole stringere un accordo, ma io non voglio farlo, perché i termini non sono ancora abbastanza validi", ha affermato il tycoon nell'intervista di quasi 30 minuti, aggiungendo che qualsiasi condizione dovrà essere "molto solida". Alla domanda su quali sarebbero i termini di un potenziale accordo per porre fine alla guerra, il presidente ha risposto: "Non voglio rivelarvelo". Il tycoon ha confermato che un impegno da parte dell'Iran ad abbandonare del tutto qualsiasi ambizione nucleare ne costituirebbe una parte integrante. (ats)

09:22
AfpUn'unità di artiglieria israeliana schierata in una postazione nel nord di Israele spara verso il Libano meridionale, marzo 2026.
09:10

Pasdaran, «braccheremo e uccideremo Netanyahu»
"L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars. Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie lo ha sottolineato in un comunicato, che recita tra l'altro "Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l'ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana - scrivono ancora i pasdaran - hanno rivelato la profondità dell'impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani". (ats)

09:07

Trump, «impegno da diversi Paesi su sicurezza Stretto di Hormuz»
Donald Trump ha chiesto a "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere, mentre i prezzi del greggio hanno avuto un balzo. Il presidente Usa ha riferito che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto, pur rifiutandosi di fare nomi. "Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un'ottima iniziativa", ha detto in un'intervista telefonica alla Nbc. "Non voglio dire nulla" anche se "è possibile", ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe cominciato a scortare le navi. In un post pubblicato su Truth nella mattinata di sabato, Trump aveva scritto: "Molti Paesi - in particolare quelli penalizzati dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz - invieranno navi da guerra, in coordinamento con gli Usa per garantire che lo Stretto rimanga aperto e sicuro", aggiungendo di auspicare "che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e altri Paesi, colpiti da questa restrizione artificiale, inviino le proprie navi nell'area". (ats)