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MEDIO ORIENTE

Iran: «La guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato minacciano il Primo Ministro di Israele. Trump si appella a Cina ed Europa per la sicurezza dello Stretto di Hormuz
Afp
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato minacciano il Primo Ministro di Israele. Trump si appella a Cina ed Europa per la sicurezza dello Stretto di Hormuz

La mancanza di un piano definito, tra cambio di regime e 'modello Venezuela', ha scatenato le incertezze anche sullo schieramento delle forze militari a stelle e strisce contro l'Iran, oltre che su una exit strategy che possa risultare credibile.

L'appello alla comunità internazionale per impedire la "restrizione artificiale" dello Stretto di Hormuz, crocevia vitale del petrolio nella stretta dei pasdaran, fa parte di una questione passata al setaccio.

21:05

L'Iran colpisce base italiana in Kuwait, distrutto un drone
Un nuovo attacco, il quarto in due settimane, con lo stesso copione: i militari al riparo nel bunker mentre all'esterno arriva il boato e la distruzione.

Finisce nuovamente nel mirino dei droni iraniani la base di Ali Al Salem in Kuwait, che ospita anche il contingente italiano, per fortuna rimasto incolume. Le perdite materiali però ci sono.

Lo 'shaed' di Teheran ha colpito un capannone mandando in frantumi il drone all'interno: un 'Predator/Reaper' da ricognizione della task force aeronautica italiana. Quel mezzo era "indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato per garantire la continuità delle operazioni", avverte il capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano.

Un dato, quest'ultimo, che rispecchia la logica del riposizionamento dei nostri soldati in questi giorni di tensione: le missioni di addestramento rischiano di fatto di essere sospese e per questo non c'è motivo di mantenere troppi soldati nelle basi esponendoli a rischi inutili.

Ad Ali Al Salam, dove c'è anche un contingente americano, ci sono attualmente alcune decine di militari italiani rispetto ai 321 presenti prima dello scoppio della guerra in Iran. "Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale", spiega ministro italiano della Difesa Guido Crosetto, che specifica: "La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". Non c'è nessun ritiro, dunque, le missioni italiane continuano anche se con numeri decisamente ridotti.

Nell'area direttamente coinvolta dalla crisi in Medio Oriente, prima del conflitto c'erano 2.576 persone ma ora lo scenario è completamente diverso e più di 400 soldati sono stati complessivamente riposizionati. Soltanto nella base in Kuwait si tratta del terzo attacco in due settimane: il primo si era verificato tra l'1 e 2 marzo, con danni limitati ad alcune infrastrutture logistiche e operative. (fonte ats ans)

20:31

Teheran: «Contattati da diversi Paesi per il passaggio sicuro a Hormuz»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi Paesi hanno contattato l'Iran per ottenere un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

"Non posso citare alcun Paese in particolare", ha detto il capo della diplomazia di Teheran in un'intervista alla Cbs News, aggiungendo che "spetta alle nostre forze armate decidere in merito". (fonte ats ans)

20:11

Trump allunga i tempi della guerra. Idf: «almeno altre 3 settimane»

Il presidente americano, nella sua ultima valutazione, ha fatto sapere di «non essere ancora pronto a fare un accordo con Teheran».

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19:33

Israele: «I Pasdaran dietro agli attentati in Belgio e Olanda»
''Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche continua a finanziare ed esportare il terrorismo in tutto il mondo': lo twitta il ministero degli Esteri israeliano condividendo le notizie secondo cui dietro gli attentati contro siti ebraici in Belgio e in Olanda vi sia un gruppo jihadista legato alle milizie filo-iraniane, 'Movimento islamico dei compagni della destra', che ha rivendicato gli attacchi. (fonte ats ans)

19:32

Unifil, caschi blu Onu presi di mira in Libano
I caschi blu dell'Onu sono stati presi di mira da colpi d'arma da fuoco "probabilmente da gruppi armati non statali". Lo fa sapere l'Unifil, la forza militare di interposizione dell'Onu in Libano.

"Oggi, i caschi blu dell'Unifil sono stati bersagliati da colpi d'arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti intorno alle loro basi" nel Libano meridionale, ha affermato la forza, aggiungendo che "due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo brevi scambi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun soldato di pace è rimasto ferito". (fonte ats ans)

14:12

«Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra»
Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano alla Cnn. ''Abbiamo migliaia di obiettivi da colpire. In coordinamento con i nostri alleati Usa, abbiamo piani fino almeno a Pesach (la Pasqua ebraica), tra circa tre settimane. E abbiamo ulteriori piani anche per le tre settimane successive'', ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin citato dalla Cnn. (ats)

13:48

La Spagna trasferisce le forze speciali dall'Iraq
A causa del deterioramento della situazione di sicurezza in Iraq e dell'impossibilità di proseguire le operazioni previste, la Spagna ha deciso di procedere con il "ridislocamento temporaneo" del suo Gruppo di Operazioni Speciali (Sotg), in attesa dell'evolvere della situazione. Lo rende noto il ministero della Difesa spagnolo. Tutti i membri del gruppo sono stati trasferiti in luoghi sicuri senza registrare incidenti. Il trasferimento è stato effettuato in stretta collaborazione con le autorità irachene, con il supporto della Coalizione internazionale e con un costante "aggiornamento alle nostre forze amiche e alleate," assicura la Difesa in una nota. (ats)

13:44

«La guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà»
La guerra finirà solo quando l'Iran sarà "sicuro" che non possa ricominciare. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Questa guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà e che verranno pagate le riparazioni. Lo abbiamo vissuto l'anno scorso: Israele ha attaccato, poi gli Stati Uniti... si sono riorganizzati e ci hanno attaccato di nuovo", ha detto il capo della diplomazia di Teheran ad Al-Araby Al-Jadeed, riferendosi alla guerra dei 12 giorni lo scorso giugno. (ats)

10:38

«Mojtaba Khamenei sta bene e governa il Paese»
"La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese". Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle notizie sull'assenza di Khamenei dalla vita pubblica e in tv. "La situazione nel Paese è stabile", ha aggiunto Araghchi, citato dall'agenzia Irna. Il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri di non sapere nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei è "ferito e probabilmente sfigurato". (ats)

09:29

Nuova ondata attacchi su larga scala su Iran occidentale
L'esercito israeliano ha annunciato di aver "avviato, poco fa, una ondata di attacchi su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano nell'Iran occidentale". (ats)

09:28

Cinque raid nella notte su Israele
Notte di raid su Israele: dalla mezzanotte, stando al Times of Israel, si sono susseguiti cinque attacchi. Il bilancio è di due due persone rimaste leggermente ferite a Holon, nel centro del Paese, a seguito del secondo attacco. Le ferite sono state causate dall'impatto nella zona, probabilmente da frammenti caduti dopo un'intercettazione. L'Idf ha avviato un'indagine sulle circostanze dell'accaduto. Il servizio medico di emergenza israeliano ha dichiarato che un uomo di circa 80 anni sta ricevendo cure mediche sul posto per lievi ferite causate da schegge di vetro, e una donna, anch'essa di circa 80 anni, è in cura per sintomi da inalazione di fumo. Diverse altre persone sono in cura per shock. (ats)

09:27

«Non ancora pronto per accordo che concluda la guerra»
Il presidente americano Donald Trump ha affermato di non essere ancora pronto a stringere un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran, nonostante la disponibilità di Teheran. La ragione, ha affermato il tycoon in un'intervista telefonica alla Nbc, è "perché i termini non sono ancora abbastanza buoni", rifiutandosi di fornire i termini in questione. "L'Iran vuole stringere un accordo, ma io non voglio farlo, perché i termini non sono ancora abbastanza validi", ha affermato il tycoon nell'intervista di quasi 30 minuti, aggiungendo che qualsiasi condizione dovrà essere "molto solida". Alla domanda su quali sarebbero i termini di un potenziale accordo per porre fine alla guerra, il presidente ha risposto: "Non voglio rivelarvelo". Il tycoon ha confermato che un impegno da parte dell'Iran ad abbandonare del tutto qualsiasi ambizione nucleare ne costituirebbe una parte integrante. (ats)

09:22
AfpUn'unità di artiglieria israeliana schierata in una postazione nel nord di Israele spara verso il Libano meridionale, marzo 2026.
09:10

Pasdaran, «braccheremo e uccideremo Netanyahu»
"L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars. Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie lo ha sottolineato in un comunicato, che recita tra l'altro "Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l'ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana - scrivono ancora i pasdaran - hanno rivelato la profondità dell'impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani". (ats)

09:07

Trump, «impegno da diversi Paesi su sicurezza Stretto di Hormuz»
Donald Trump ha chiesto a "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere, mentre i prezzi del greggio hanno avuto un balzo. Il presidente Usa ha riferito che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto, pur rifiutandosi di fare nomi. "Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un'ottima iniziativa", ha detto in un'intervista telefonica alla Nbc. "Non voglio dire nulla" anche se "è possibile", ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe cominciato a scortare le navi. In un post pubblicato su Truth nella mattinata di sabato, Trump aveva scritto: "Molti Paesi - in particolare quelli penalizzati dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz - invieranno navi da guerra, in coordinamento con gli Usa per garantire che lo Stretto rimanga aperto e sicuro", aggiungendo di auspicare "che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e altri Paesi, colpiti da questa restrizione artificiale, inviino le proprie navi nell'area". (ats)