Il primo rustico è pronto, ma c’è ancora tanto lavoro

Il punto sull’avventura di un pensionato zurighese che sta ristrutturando cinque rustici ottocenteschi a Mergoscia.
Il punto sull’avventura di un pensionato zurighese che sta ristrutturando cinque rustici ottocenteschi a Mergoscia.
MERGOSCIA - La ristrutturazione del primo piccolo rustico è stata completata. Ora è pronto ad accogliere i primi ospiti desiderosi di trascorrere qualche giorno fuori dal mondo, in cerca di pace e tranquillità.
I lavori sono iniziati nel 2021 - Già, perché i cantieri del 66enne Stefan Hauswirth procedono a ritmo sostenuto. Il pensionato zurighese, che a Mergoscia sta cercando di restituire alla tradizione ticinese cinque rustici ottocenteschi, non rimpiange la sua scelta. «L’acquisto l’ho finalizzato nel 2019. Dal 2021 mi dedico anima e corpo a questo progetto».
Dopo la visita di due anni fa da parte di Tio.ch, anche il Blick ha deciso di dare un’occhiata a come procedono i lavori. «I materiali per la costruzione delle case devono essere consegnati in elicottero», spiega Hauswirth.
Due mani bastano (quasi sempre) - A questo scopo ha allestito una piccola officina. Produce direttamente sul posto la sabbia e la ghiaia necessarie per il cemento. Nella piccola casa ristrutturata sono già state rifatte finestre e tetto, così come pavimenti, bagno e cucina, e sono stati predisposti gli impianti per la futura installazione di una pompa di calore e dei pannelli solari che desidera montare. «A parte i collegamenti alla rete elettrica e all’acqua, cerco di fare tutto da solo quando è possibile. Quando due mani non bastano, intervengono gli artigiani della zona».
Capita spesso che anche gli amici si fermino per qualche giorno per dargli una mano. A volte lo aiuta anche suo figlio, quando trova il tempo di andarlo a trovare.
La passione per i muri a secco - Il 66enne si è laureato in lingue slave. In seguito ha lavorato a lungo come meccanico di biciclette. C’è però una passione che lo accompagna da sempre: quella per i muri a secco. Una passione che oggi gli garantisce anche un’entrata mensile supplementare, oltre alla pensione. «Ciò che non mi serve per vivere lo investo nei lavori di ristrutturazione».
Non rimpiange né l’acquisto né l’importante progetto di rinnovamento intrapreso. Per lui si tratta anche di un ulteriore tassello del suo piano pensionistico: «Non devo pagare l’affitto e tutto ciò che possiedo è già stato saldato».
La comunità - A Mergoscia non si sente affatto solo. «Durante il giorno ho compagnia mentre lavoro ai progetti per i clienti, e talvolta mi invitano anche a pranzo».
Inoltre, nel villaggio di circa 200 abitanti tutti si conoscono: quando c’è qualche evento partecipa volentieri e si sente ben integrato nella comunità. Anche se non ha fretta di terminare i lavori di ristrutturazione, non vuole perdere tempo. «Non sto ringiovanendo e non voglio lasciare a mio figlio un cantiere in eredità».








