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VALLESE

Tragedia di Crans-Montana: il sindaco trattiene a stento le lacrime, poi chiede scusa

Dopo sei mesi dal dramma, Nicolas Féraud risponde alle domande dei cittadini in un incontro segnato da tensione ed emozione.
20Minuten
Fonte red
Tragedia di Crans-Montana: il sindaco trattiene a stento le lacrime, poi chiede scusa
Dopo sei mesi dal dramma, Nicolas Féraud risponde alle domande dei cittadini in un incontro segnato da tensione ed emozione.

CRANS-MONTANA - Era atteso al varco e il confronto, alla fine, è arrivato. A oltre sei mesi dalla tragedia di Crans-Montana, costata la vita a 41 persone - per la maggior parte giovanissimi - nell'incendio divampato all'interno del locale Le Constellation, il sindaco del comune vallesano Nicolas Féraud ha deciso di rivolgersi direttamente alla popolazione. Lo ha fatto nel corso di un'assemblea pubblica convocata per rispondere alle domande dei cittadini e per fare il punto sulla gestione della tragedia.

Un appuntamento carico di aspettative, che si è svolto in un clima di forte emozione. Alla riunione erano ammessi esclusivamente gli elettori del Comune, previa presentazione di un documento d'identità.

«Chiedo perdono»
Nel suo intervento di apertura, il sindaco ha esordito con parole di scuse rivolte alle vittime e ai loro familiari. «Chiedo perdono alle vittime, alle loro famiglie e ai loro cari. Esistono drammi così crudeli che non si riescono nemmeno a descrivere», ha detto, interrompendosi più volte mentre cercava di trattenere le lacrime. Visibilmente commosso, ha quindi invitato i presenti ad alzarsi per osservare un minuto di silenzio.

«Forse un giorno le nostre ferite si rimargineranno, ma non le dimenticheremo mai», ha proseguito. «Le vostre domande sono legittime. Questa sera vogliamo cercare di dare delle risposte e vi invitiamo a porle apertamente».

«Lasciamo fare alla giustizia il suo corso»
Entrando poi nel merito della vicenda, Féraud ha sottolineato la necessità di distinguere tra l'inchiesta penale e le responsabilità del Comune. «L'amministrazione sta collaborando pienamente con le autorità competenti. Sarà però esclusivamente la giustizia a stabilire eventuali responsabilità e sanzioni».

«Non dimenticheremo mai quelle immagini»
Anche gli altri membri dell'esecutivo comunale hanno preso la parola. Il consigliere comunale Sébastian Raey, presente nelle immediate vicinanze del locale la notte della tragedia, ha ricordato quei momenti: «Non dimenticheremo mai quelle immagini». Ha quindi rivendicato la collaborazione del Comune con gli investigatori, le famiglie delle vittime e i media fin dalle prime ore successive all'incendio, spiegando però che l'amministrazione non ha mai avuto accesso all'elenco ufficiale delle vittime e dei loro familiari, circostanza che avrebbe impedito un contatto diretto per esprimere il proprio cordoglio.

Un memoriale permanente
Marielle Clivaz, altra consigliera comunale, ha invece annunciato la realizzazione di un memoriale permanente. «Vogliamo custodire il ricordo delle vittime. Per questo, insieme al Cantone, realizzeremo un luogo della memoria affinché chi ha perso la vita non venga mai dimenticato. Crans-Montana non dimenticherà mai».

Gravi lacune
Sul fronte della sicurezza, Clivaz ha riconosciuto che la tragedia del primo gennaio ha evidenziato gravi lacune. «Il nostro compito è dare risposte e rafforzare la sicurezza». Dopo l'incendio sono stati effettuati 56 controlli antincendio nei locali pubblici del Comune. Alcuni esercizi hanno dovuto rivedere i propri piani di sicurezza, mentre due chiusure, ha precisato, erano state decise in seguito a controlli effettuati già prima della tragedia. Entro la fine dell'anno tutti i locali saranno ispezionati. «Vogliamo andare oltre gli obblighi di legge, con controlli sistematici, una migliore formazione degli operatori e una maggiore sensibilizzazione della popolazione».

Féraud ha infine annunciato una revisione della governance comunale. «Crans-Montana è un Comune giovane, ma è arrivato il momento di ripensarne struttura e processi per renderlo più solido e meritare la fiducia dei cittadini». In quest'ottica, il Municipio ha deciso di avviare l'iter per l'istituzione di un parlamento comunale.

«Le famiglie non potranno mai chiudere questo capitolo»
Nel successivo spazio dedicato agli interventi del pubblico, una cittadina ha preso la parola a nome della madre di una giovane di 18 anni rimasta ferita nell'incendio mentre lavorava come fotografa nel locale. «Le famiglie non potranno mai chiudere questo capitolo. Le cicatrici saranno visibili ogni giorno, in ogni fotografia, in ogni momento». Rivolgendosi poi direttamente alle autorità comunali, ha aggiunto: «Capisco chi chiede le dimissioni del Municipio. Ma il coraggio non è andarsene. Il coraggio è restare e assumersi le conseguenze».

«Non vi siete scusati»
Un secondo cittadino ha quindi chiesto che alle parole seguano i fatti. «Crediamo nella verità e nella trasparenza. Tutti vogliono capire cosa sia successo, affinché una tragedia simile non possa più ripetersi», ha affermato, ricordando come il Municipio non avesse presentato le proprie scuse immediatamente dopo il disastro. «Il 6 gennaio non vi siete scusati. Ci è mancato quel gesto. Le scuse sono arrivate solo in seguito. Ma oggi vogliamo di più: non bastano le scuse, servono i fatti». L'intervento si è concluso con un appello all'unità: «Oggi non dobbiamo scagliarci contro il Municipio. Dobbiamo stringerci tutti insieme e sostenere i feriti. Siamo forti per le vittime e per la nostra comunità».

Carenze amministrative
Tra le domande rivolte all'esecutivo comunale è emerso anche il tema dell'organizzazione interna dell'amministrazione. Un cittadino ha puntato il dito contro le carenze emerse sul fronte della sicurezza, chiedendo come sia strutturata la gestione del personale. «Mi auguro che esista un organismo indipendente in grado di vigilare sull'operato del Comune, senza conflitti di interesse. Il personale deve essere selezionato e assunto con grande attenzione», ha dichiarato.

Ripercussioni economiche
Non sono mancate nemmeno le preoccupazioni per le possibili ripercussioni economiche della vicenda. Una cittadina ha chiesto se il lungo procedimento giudiziario e i relativi costi possano mettere in difficoltà le finanze comunali o tradursi in un aumento delle imposte.

A rassicurare i presenti è stato lo stesso Nicolas Féraud. «È chiaro che la questione finanziaria è rilevante fin dall'inizio», ha riconosciuto. Il sindaco ha spiegato che i costi legati alla tragedia saranno iscritti nel preventivo del 2026 e non in quello del 2025. «Al momento non possiamo ancora effettuare accantonamenti perché non disponiamo di cifre precise, ma possiamo pianificare il budget. I conti del Comune sono solidi, non cambieranno e disponiamo ancora di riserve», ha assicurato.

Un cittadino chiede le dimissioni del Municipio
«Abbiamo oggi le stesse persone in politica che devono difendersi in sede giudiziaria perché sono oggetto di indagini. Chi deve difendersi non dovrebbe anche occuparsi del futuro della comunità», ha affermato un cittadino, chiedendo le dimissioni del Municipio.

«La priorità è far rialzare Crans-Montana»
Un'altra cittadina ha ringraziato inizialmente l’esecutivo per il lavoro svolto: «Sono stati eventi imprevedibili, deve essere stato molto difficile per loro. Speriamo che le misure adottate funzionino». Ma ha poi aggiunto la sua preoccupazione per il futuro economico e turistico: «La priorità dei prossimi anni deve essere la rinascita di Crans-Montana. Servono misure concrete per ricostruire la fiducia e la comunità».

«Le parole forti non bastano»
Un altro intervento ha invece criticato la gestione degli ultimi mesi: «Caos, pressione e dolore ci hanno accompagnati, ma anche giustificazioni e comportamenti discutibili da parte del Municipio». Poi, rivolgendosi direttamente al sindaco: «Nessuno può immaginare cosa abbiate vissuto, ma si può ancora ricoprire un incarico pubblico se ci si deve difendere? Servono riflessione e responsabilità. Le parole non bastano più».

Richiesta di trasparenza sui costi e sulle indagini
Da un imprenditore la richiesta di maggior trasparenza: «Ci sono stati errori organizzativi e falle di sicurezza. Perché non è stato mai reso trasparente il lavoro di analisi? Vogliamo vedere i documenti e sapere a che punto sono le indagini e chi ne sostiene i costi. Non voglio frasi di circostanza, ma risposte e rispetto per le vittime. La responsabilità politica va assunta con i fatti».

La risposta del sindaco Féraud

«È chiaro che la fiducia è venuta meno, e faremo tutto il possibile per riconquistarla», ha quindi replicato il sidanco. «Vogliamo una gestione più trasparente e vicina ai cittadini. Abbiamo valutato le dimissioni, ma in questo momento lascerebbero un vuoto che complicherebbe ulteriormente la situazione. Restiamo in carica per assumerci le nostre responsabilità. Le vittime e le famiglie meritano il massimo impegno. Vogliamo che Crans-Montana torni ad essere la comunità che merita di essere».

Critiche anche agli avvocati

Un altro cittadino ha poi criticato le troppe informazioni incoerenti: «Non si sa più a chi credere, circolano informazioni contraddittorie. Alcuni avvocati diffondono dichiarazioni errate sui media e servirebbero conseguenze».

Conclusione del Municipio
In chiusura Féraud ha promesso sostegno e responsabilità: «Abbiamo dato tutte le risposte possibili. Il Municipio continuerà a lavorare per assumersi le proprie responsabilità, sostenere le vittime e migliorare il proprio operato».

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