Gestione di un minore in carcere, Zali nel mirino dell'MPS

Richiesti chiarimenti su trasparenza, competenze e rapporti personali nella vicenda che coinvolge il consigliere di Stato.
BELLINZONA - Un caso delicato che coinvolge un minorenne detenuto al carcere giudiziario della Farera finisce al centro di un’interrogazione parlamentare presentata da Matteo Pronzini (MPS), cofirmata da Giuseppe Sergi. Al centro dell’atto, datato 17 giugno 2026, vi sono sia le modalità di gestione del caso sia il ruolo svolto dal consigliere di Stato Claudio Zali, che avrebbe promosso un incontro istituzionale sulla vicenda.
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Regione, nei giorni scorsi Zali avrebbe convocato una riunione con rappresentanti del Dipartimento delle istituzioni, della magistratura dei minorenni e delle strutture carcerarie per discutere la situazione di un 14enne attualmente detenuto. Un intervento che ha sollevato interrogativi, considerato - sottolineano Pronzini e Sergi - che Zali «non esercita competenze dirette nell'ambito della gestione delle strutture carcerarie e dell’esecuzione delle misure detentive».
L’interrogazione richiama inoltre alcune indiscrezioni relative a presunti rapporti pregressi - «professionali e personali» - tra il consigliere di Stato e la madre del giovane. In particolare, l'MPS si chiede se, durante la sua precedente attività di magistrato, Zali abbia presieduto un procedimento penale nei primi anni Duemila in cui la donna era coinvolta come vittima, e se successivamente vi sia stata una relazione personale tra i due.
Alla luce di questi elementi, i firmatari chiedono al Consiglio di Stato di chiarire le ragioni istituzionali che hanno portato alla convocazione della riunione, chi l’abbia sollecitata e quando sia stata organizzata. Viene inoltre domandato quali autorità e funzionari vi abbiano preso parte, con quale mandato, e se siano stati redatti verbali o rapporti dell’incontro, eventualmente accessibili al Parlamento.
L’attenzione si estende anche al coinvolgimento del Dipartimento delle istituzioni, diretto da Norman Gobbi, per sapere se fosse stato informato preventivamente, così come l’intero Consiglio di Stato. Infine, l’interrogazione solleva la questione della conformità dell’intervento di Zali alle competenze istituzionali, ai principi di buona governance e alla separazione dei poteri, chiedendo se vi siano elementi tali da far ipotizzare un conflitto d’interessi, reale o apparente, nella gestione del dossier.




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