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PRIMO AGOSTO

Bellinzona celebra la coesione svizzera

La serata in Piazza del Sole ha messo in luce come la diversità sia la forza confederazione
Bellinzona celebra la coesione svizzera
Città di Bellinzona
Bellinzona celebra la coesione svizzera
La serata in Piazza del Sole ha messo in luce come la diversità sia la forza confederazione

BELLINZONA - «La Nazionale è specchio, oggi, del nostro Paese». È partito da qui, questa sera in Piazza del Sole a Bellinzona, il discorso del sindaco Mario Branda in occasione della festa del Primo Agosto. Una Svizzera costruita da persone diverse, arrivate anche da ogni parte d’Europa, e capace di trasformare le differenze in una ricchezza comune. Un concetto ripreso e sviluppato anche da Pierluigi Tami, direttore delle Squadre Nazionali svizzere e ospite dell’allocuzione, che proprio nella Nazionale rossocrociata ha individuato l’esempio più concreto di coesione.

Branda ha ricordato come la Svizzera e il Ticino siano stati costruiti anche grazie a chi è arrivato dall’estero. «Se chiedessi qui e ora di dire chi non ha una mamma o un papà, una nonna o un nonno, per i più giovani magari un bisnonno, arrivati in Svizzera e in Ticino dall’estero, non credo si alzerebbero troppe mani», ha osservato.

Per il sindaco, è proprio la capacità di mettere insieme persone diverse una delle chiavi del successo del Paese. Un principio che Tami ha tradotto nel linguaggio dello sport. «La Svizzera è un piccolo Paese. Ma la sua forza non è mai stata la dimensione», ha detto. «La sua forza è sempre stata la capacità di trasformare le differenze in una ricchezza comune». Quattro lingue nazionali, culture regionali e sensibilità diverse, ma la capacità, da oltre sette secoli, di «costruire insieme un progetto comune chiamato Svizzera».

Un concetto che, secondo Tami, trova un parallelo diretto nel calcio. «Quando la Nazionale si ritrova per una partita internazionale, nello stesso spogliatoio siedono ragazzi provenienti dal Ticino, dalla Svizzera tedesca e dalla Romandia». Alcuni hanno radici svizzere da generazioni, altri portano con sé anche quelle delle proprie famiglie provenienti da altri Paesi. «Eppure, quando indossano la maglia rossocrociata, ciò che conta non è da dove arriviamo, ma dove vogliamo andare insieme».

Un percorso, quello di Tami, che si avvia verso la conclusione dopo molti anni al servizio del calcio svizzero. Poche settimane fa ha vissuto il suo ultimo Campionato del Mondo da direttore delle Squadre Nazionali. E guardando alla propria carriera, ha detto, prevale soprattutto «la gratitudine»: verso chi gli ha dato fiducia, i colleghi, i giocatori e i tifosi.

«Ho imparato che il talento è importante, ma non basta», ha sottolineato. «Le squadre migliori non sono necessariamente quelle con i giocatori più forti. Sono quelle in cui ciascuno è disposto a mettere le proprie qualità al servizio del gruppo». Lo stesso principio, ha aggiunto, vale per la Svizzera: «Il nostro Paese non si è costruito grazie a singoli protagonisti, ma grazie a generazioni di donne e uomini» che hanno saputo assumersi responsabilità e guardare oltre il proprio interesse personale.

«La coesione non nasce per caso. La fiducia non nasce per caso. La solidarietà non nasce per caso. Sono valori che vanno coltivati ogni giorno», ha sintetizzato Tami.

Branda ha però ricordato anche le fragilità del Paese e del suo territorio. A partire dal clima. A Bellinzona quest’anno non ci sono infatti i tradizionali fuochi d’artificio: «La decisione era inevitabile, il rischio di incendio troppo importante».

Una rinuncia che, per il sindaco, rappresenta «un segno dei tempi», tra ondate di calore sempre più frequenti, incendi, scioglimento dei ghiacciai e riduzione delle riserve idriche. «Stiamo tutti ricevendo segnali chiari dalla natura», ha detto. «Messaggi che ci dicono che il tempo è scaduto, che non si può più tergiversare e che tutti, ora, siamo chiamati a fare la nostra parte».

Due discorsi diversi, dunque, ma un messaggio comune: la Svizzera non è forte perché tutti sono uguali, bensì perché persone e realtà diverse riescono a camminare nella stessa direzione. «Questa sera celebriamo molto più di una data storica», ha concluso Tami. «Celebriamo un’idea: che persone diverse possano costruire qualcosa di grande insieme».

Infine, gli auguri: «Viva Bellinzona. Viva il Ticino. E viva la Svizzera».

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