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«La gentilezza non è una debolezza»

Il discorso della presidente del Governo, Marina Carobbio Guscetti, a Campo Blenio rivolto ai giovani scout
«La gentilezza non è una debolezza»
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«La gentilezza non è una debolezza»
Il discorso della presidente del Governo, Marina Carobbio Guscetti, a Campo Blenio rivolto ai giovani scout

CAMPO BLENIO - «La gentilezza non è una debolezza. È una scelta di responsabilità». È uno dei passaggi centrali del discorso pronunciato oggi dalla presidente del Consiglio di Stato ticinese Marina Carobbio Guscetti, in occasione del Primo Agosto a Campo Blenio, dove è in corso BeSTiale26, il Campo Cantonale di Scoutismo Ticino.

Davanti a centinaia di giovani scout, Carobbio ha parlato di convivenza, responsabilità e rispetto, partendo proprio dall'esperienza vissuta in questi giorni a Campo Blenio. «Una comunità non nasce semplicemente perché tante persone si trovano nello stesso luogo. Nasce quando scelgono di condividere un percorso e di prendersi cura di ciò che stanno realizzando insieme», ha sottolineato.

Un principio che, secondo la presidente del Governo, vale per lo scoutismo così come per l'intera società. «Ciascuno porta qualcosa di sé, ma è attraverso la collaborazione con gli altri che quel contributo può diventare più grande». E il Primo Agosto, ha aggiunto, «ci ricorda che la Svizzera non è soltanto un'eredità che abbiamo ricevuto, un territorio che abitiamo o delle istituzioni che ci rappresentano». È anche «il modo in cui scegliamo di stare insieme».

Da qui il richiamo alla responsabilità individuale e collettiva. «Una realtà cresce quando persone diverse imparano a collaborare e a riconoscere nelle differenze una ricchezza». Un messaggio particolarmente importante in una società composta da persone con «storie, origini, tradizioni, lingue e culture sempre più diverse».

«Dove manca rispetto, trova spazio la violenza»
Nel suo discorso Carobbio ha poi affrontato il tema del rispetto, anche alla luce del modo in cui oggi si comunica. «Abbiamo più possibilità che mai di comunicare. Possiamo esprimere opinioni, confrontarci e raggiungere molte persone in pochi istanti. Ma questa libertà porta con sé una responsabilità: ricordarci che le parole hanno un peso».

La democrazia, ha sottolineato, «ha bisogno di opinioni diverse» e anche di discussioni difficili. «Non dobbiamo avere paura delle differenze. Ma una cosa non deve mai venire meno: il rispetto della persona che abbiamo davanti».

Perché «dove manca il rispetto trova spazio la violenza». E la violenza, ha rimarcato, «non ha mai una giustificazione: né quando colpisce il corpo, né quando ferisce la mente, né quando umilia attraverso le parole o i comportamenti».

Un richiamo rivolto anche a chi ricopre ruoli pubblici. «Chi assume responsabilità pubbliche ha un dovere particolare: essere consapevole che le proprie parole e i propri comportamenti contribuiscono a creare l'ambiente nel quale viviamo».

Fiducia da costruire giorno dopo giorno
Carobbio ha quindi parlato della fiducia nelle istituzioni, definendola «più preziosa e più fragile allo stesso tempo» soprattutto nei momenti difficili. «La fiducia non si dà per scontata, si costruisce e si rinnova ogni giorno, con serietà, con trasparenza e con il coraggio di assumersi le proprie responsabilità».

Infine, un omaggio allo scoutismo e al motto scelto per il campo: «Sém. Ném. Fém», ovvero «Essere. Andare. Fare». «Non è soltanto un motto per un campo scout», ha detto. «È in fondo, anche il senso più semplice del 1° agosto: un invito per tutte e tutti noi ad essere presenti, andare incontro agli altri, fare la propria parte».

E un ringraziamento a chi ha reso possibile BeSTiale26: «L'Associazione Scoutismo Ticino, il comitato organizzativo, le monitrici e i monitori, le famiglie, le autorità e tutte le volontarie e i volontari». Ma soprattutto agli scout, «che con la vostra partecipazione siete il cuore di questo campo».

«Il Paese che abitiamo oggi e che lasceremo alle nuove generazioni non sarà definito soltanto dalle decisioni che prenderemo, ma anche dal modo in cui sceglieremo di parlarci e di trattarci». Poi l'augurio finale: «Buon proseguimento di BeSTiale26 a tutte e a tutti. E buon 1° agosto».

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