Natale della Patria con Jonas Marti

Con il suo racconto ha invitato alla responsabilità civica e all’impegno condiviso per il bene comune.
Con il suo racconto ha invitato alla responsabilità civica e all’impegno condiviso per il bene comune.
MASSAGNO - Massagno ha festeggiato il Natale della Patria con il giornalista, storico e divulgatore di origine massagense Jonas Marti, introdotto per l’occasione dal presidente della Pro Massagno Franco Locatelli, e con la Sindaca Simona Rusconi. Tra i presenti diversi rappresentanti delle Autorità cantonali e comunali, tra cui la Presidente del Gran Consiglio Daria Lepori, alcuni Gran consiglieri, diversi Municipali, Consiglieri comunali, rappresentanti delle associazioni e molti cittadini e cittadine.
Dopo il tradizionale aperitivo è stata la Sindaca Simona Rusconi ad aprire il momento ufficiale. «Switzerland is great since 1291» recita il celebre cappellino del Consigliere federale Guy Parmelin, uno slogan che ben introduce la domanda posta dalla Sindaca: cosa rende ‘grande’ la Svizzera? «Non la forza, non la ricchezza, ma l’unità nella diversità, la democrazia - dove il popolo è davvero sovrano - e la dignità che viene riconosciuta a ogni persona. [...] Oggi non è evidente impegnarsi per la cosa pubblica perché siamo immersi in una mentalità individualista e facilmente diamo per scontato quello che abbiamo. Eppure, dietro a ciò che funziona, ci sono persone che dedicano molto tempo e energie. [...] La politica non è potere, non è arroganza [...] - prosegue la Sindaca - ma servizio, ascolto e impegno per e con la comunità. Io la vivo come una cosa grande e affascinante. Quindi lancio un appello a tutti, in particolare ai giovani, di non temere di avvicinarsi a questa dimensione della realtà così importante».
E a proposito di impegno per la comunità e altruismo Jonas Marti ha spiegato come «oggi il Grütli può essere il pianerottolo di un condominio, una scuola, un consiglio comunale, un’azienda, una famiglia. Ogni luogo nel quale decidiamo che il pronome più difficile della lingua non è ‘io’, ma ‘noi’. La Grecia ha avuto Omero. La Svizzera ha costruito un’epopea collettiva, fatta di racconti diversi e unita da una convinzione: la libertà non è un’eredità garantita.» Riflettendo sul valore dei miti fondativi della Svizzera e mettendoli in dialogo con l'Odissea di Omero, attraverso il parallelismo tra Ulisse e Guglielmo Tell, Jonas Marti ha evidenziato come i grandi racconti, pur intrecciando storia e leggenda, continuino a parlare al presente perché esprimono valori universali e domande sempre attuali, dove la libertà, la democrazia e la coesione sociale non sono conquiste definitive, ma valori che devono essere rinnovati ogni giorno attraverso le scelte e i comportamenti di ciascuno. Allo stesso modo, la freccia di Tell non è più rivolta a una mela, ma rappresenta la responsabilità individuale e collettiva di rendere vivi, con i gesti quotidiani, i principi che hanno contribuito a costruire l'identità del Paese: «quella freccia oggi è nelle nostre mani», conclude Jonas Marti.






