Pene «troppo blande» per pedofili e stupratori

Un'iniziativa cantonale, sottoscritta da più di una quarantina di deputati, chiede un inasprimento delle sanzioni previste dal codice penale: «Urgente necessità di allineare le normative alla gravità di questi delitti»
BELLINZONA - Le pene previste per pedofili e stupratori, nonostante la recente revisione del diritto penale in materia, sono ancora «troppo blande e non sufficientemente deterrenti». A chiedere quindi al legislatore federale un inasprimento delle sanzioni è un'iniziativa cantonale sottoscritta da oltre una quarantina di deputati in Gran Consiglio (prima firmataria: Roberta Passardi), esponenti di quasi tutte le forze rappresentate nell'emiciclo.
«Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa è quello di garantire una maggiore protezione per le vittime di questi reati, nonché di rafforzare il deterrente legato alla commissione di tali crimini», si legge nell'atto, e «le firme delle proponenti mirano a sottolineare l'urgente necessità di allineare le normative penalistiche alla gravità di questi delitti, andando così a ripristinare la fiducia dei cittadini nel sistema di giustizia».
L'iniziativa cantonale ─ inserendosi nel solco di quella presentata nel febbraio 2023 da Fiorenzo Dadò e l'allora deputata leghista Sabrina Aldi per «rafforzarne e aggiornarne gli obiettivi» ─ propone di aumentare le condanne detentive per tre specifici articoli del Codice penale: l'articolo 187 che riguarda gli atti sessuali con fanciulli, l'articolo 189 che tratta la coazione sessuale, e l'articolo 190 che punisce la violenza carnale. Inoltre, «si chiede un miglioramento delle sanzioni per le violenze domestiche».
Perché inasprire le pene?
Gli argomenti a favore dell'aumento, affermano gli iniziativisti, «sono ben fondati». A partire dalla «percezione di insufficienza» che «mette in discussione l'efficacia delle attuali condanne» per combattere quel tipo di crimini. Vi è poi l'aspetto legato alla protezione delle vittime e in tal senso «condanne più severe possono riflettere meglio la gravità del danno subito, soddisfacendo così il bisogno di giustizia delle vittime e riconoscendo la loro sofferenza»; a questo si somma poi la deterrenza e un maggiore effetto dissuasivo.
Inoltre, «l'allineamento delle pene con la percezione pubblica della gravità di questi reati è fondamentale. La società riconosce la gravità di crimini come la pedofilia e lo stupro, e le sanzioni dovrebbero rispecchiare questa sensibilità pubblica». Il contraltare è «il rischio di minare la fiducia del pubblico nel sistema giudiziario». Infine, la violenza domestica. «È un reato ben riconosciuto, e le vittime possiedono diritti specifici. L’inasprimento delle condanne per la violenza contro le donne si inserisce in un quadro di attenzione sempre maggiore verso questi crimini, evidenziando la necessità di una risposta legislativa ferma e chiara»
Le sanzioni da rivedere
Per gli iniziativisti, è quindi necessario aumentare la pena detentiva (minima e massima) per gli atti sessuali con fanciulli; inasprire le pene per quanto riguarda produzione, diffusione e consumo di materiale pedopornografico; inasprire le condanne per coazione sessuale e per violenza carnali; aumentare le condanne per i reati contro l'integrità fisica e psichica nel contesto domestico e, in conclusione, garantire che le condanne comminate per questi reati riflettano pienamente la gravità del danno causato alle vittime e alla società.
«Solo attraverso una risposta legislativa chiara, coerente e proporzionata alla gravità dei fatti sarà possibile rafforzare la tutela delle vittime, prevenire la reiterazione dei reati e riaffermare la determinazione delle istituzioni nel contrastare ogni forma di violenza sessuale e domestica».



