«I ticinesi hanno parlato chiaro, niente più tasse»

È plebiscito per la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima. Maderni: «Un segnale per il futuro. Bisogna mettere mano alle leggi per farsi trovare pronti per il 2035».
È plebiscito per la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima. Maderni: «Un segnale per il futuro. Bisogna mettere mano alle leggi per farsi trovare pronti per il 2035».
BELLINZONA - Il risultato non è mai stato in discussione: con il 74,01% dei voti, la maggioranza dei ticinesi ha approvato la neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima.
Maderni: «Un segnale netto e chiaro dai cittadini».
Tutti e cento i comuni ticinesi hanno detto “sì” a larga maggioranza. Promossa dall’UDC, l’iniziativa era sostenuta anche da Centro, PLR, Lega e dal mondo economico. Aveva inoltre ottenuto il via libera sia del Consiglio di Stato sia del Gran Consiglio. Critica, invece, la sinistra, secondo cui si tratta anche di una difesa indiretta degli interessi dei grandi proprietari.
«Siamo molto soddisfatti. I cittadini hanno dato ancora una volta un segnale netto e chiaro: non sono disposti a pagare maggiori imposte a seguito della modifica dei valori di stima. Allo stesso tempo non vogliono rinunciare agli aiuti per chi ha davvero bisogno», spiega a Tio.ch Cristina Maderni, granconsigliera PLR e vicepresidente della Camera di commercio ticinese.
No agli «automatismi indesiderati»
L’iniziativa propone un articolo costituzionale che impedisca che la revisione delle stime comporti automaticamente un aumento delle imposte o una riduzione di sussidi e prestazioni sociali. «È l’ennesima occasione, negli ultimi anni - continua Maderni - in cui i cittadini ticinesi dicono no a un aumento della pressione fiscale».
Votazioni TicinoSecondo il comitato a favore dell’iniziativa, «sarà ora importante tradurre l’esito della votazione in una legislazione chiara ed efficace, che rispetti lo spirito dell’iniziativa» e definisca in modo concreto le modalità «con cui evitare automatismi indesiderati».
L'intervento sulle leggi
A questo proposito, per la granconsigliera PLR «sarà necessario intervenire sulle 32 leggi interessate dalla revisione dei valori di stima, svolgendo il lavoro necessario in tempi ragionevoli, per farsi trovare preparati quando, nel 2035, entreranno effettivamente in vigore le nuove stime».
Il risultato odierno rappresenta «un forte segnale a favore della trasparenza istituzionale. Una revisione tecnica non può trasformarsi automaticamente in una “tassa nascosta”: eventuali aumenti o riduzioni devono essere visibili, discussi e deliberati democraticamente».
«Il cantone deve risparmiare»
Per i favorevoli, la scelta dei cittadini tutela «in particolare il ceto medio, le famiglie e le imprese, che rischiavano di subire un aggravio finanziario di oltre 430 milioni di franchi all’anno, pur in assenza di un aumento reale della loro capacità economica».
In conclusione, l’esito è «un segnale per il futuro - conclude Maderni - I cittadini stanno dicendo con chiarezza che, prima di chiedere ulteriori sacrifici fiscali alla popolazione, il Cantone deve risparmiare».




