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Ragazzo di 14 anni chiuso alla Farera da 25 giorni

Avrebbe partecipato a un presunto rapimento a metà maggio. Lo sfogo della madre. E intanto le autorità si trovano confrontate con una bella gatta da pelare.
Ti-Press (archivio)
Ragazzo di 14 anni chiuso alla Farera da 25 giorni
Avrebbe partecipato a un presunto rapimento a metà maggio. Lo sfogo della madre. E intanto le autorità si trovano confrontate con una bella gatta da pelare.

LOCARNO/ LUGANO - È alla Farera da ben 25 giorni. Fatto insolito per un minorenne. Capita a un 14enne del Locarnese. A raccontare la sua storia è la mamma che si trova in una situazione angosciante: «Mio figlio è collocato a tempo indeterminato al carcere della Farera – spiega la donna –. Quando in realtà dovrebbe essere in una struttura adatta a un giovane della sua età». 

L'episodio scatenante
Ma perché il ragazzo si trova da così tanto tempo nella struttura carceraria preventiva? Solitamente il massimo di detenzione alla Farera per un minorenne si aggira a un periodo più limitato. Si presume in particolare che il giovane sia coinvolto (non si sa esattamente con quale ruolo) nel presunto rapimento violento di un altro minore, verificatosi un mese fa, a metà maggio circa. Episodio a cui sarebbero legati anche altri giovani, finiti a loro volta sotto inchiesta e in stato di detenzione. 

Ancora la madre del 14enne: «Ho l’autorità parentale esclusiva su mio figlio, visto che suo padre è deceduto quando lui aveva due anni. Quando lo sento al telefono, percepisco la sua ansia. La Magistratura dei minorenni mi ha detto che mio figlio è stato sin da subito introdotto nella cosiddetta scuola “In-Oltre” per cui durante il giorno sarebbe seguito e accompagnato. Allo stesso tempo è stato attivato il Servizio Educativo Minorile e mio figlio sarebbe di conseguenza supportato da un educatore e da uno psichiatra».

Scompiglio dietro le quinte
L’inchiesta sul presunto rapimento di metà maggio non è chiusa. E forse questo dettaglio rappresenta il principale motivo per cui il ragazzo si trova ancora rinchiuso alla Farera anziché essere trasferito in una struttura di recupero. 

Il caso, perlomeno dietro le quinte, starebbe facendo discutere a livello istituzionale. Il giovane in questione fino alla sua carcerazione era collocato, tramite l’Autorità Regionale di Protezione di Biasca, presso l’Istituto Von Mentlen di Bellinzona. «Da diverso tempo – spiega la mamma – non frequentava più regolarmente le lezioni, scappava spesso, era diventato tanto irrequieto e fragile».

Alle origini del disagio
Un’inquietudine che, almeno stando a quanto rammenta la madre, parrebbe affondare le radici nel distacco dalla famiglia avvenuto nel luglio del 2024. La vicenda che ha portato alla separazione del ragazzo dalla mamma è complessa. E, visto l’impatto che ha avuto sul giovane, oggi ci si chiede se non si sarebbe potuto agire in maniera meno drastica. 

«Questo distacco – sospira la madre – ha fatto precipitare mio figlio in un baratro. Prima era un ragazzo che andava bene a scuola e con la testa sulle spalle. A metà maggio ha sicuramente commesso un errore grave. È giusto che adesso paghi. Ma in una struttura adeguata alla sua età e alla sua fragilità. Non può stare alla Farera senza prospettive. Non è accettabile. Deve essere trovata un’alternativa idonea».  

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