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Yamal fenomenale: «Un diamante, ma non indispensabile»

La super Spagna plana sul Mondiale, «Merito di De la Fuente»
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Yamal fenomenale: «Un diamante, ma non indispensabile»
La super Spagna plana sul Mondiale, «Merito di De la Fuente»
Arno Rossini: «Non riesco a trovare punti deboli a quella selezione. Ha doppie soluzioni in ogni ruolo».
Mondiali15.06.2026
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Spagna
18:00
Capo Verde
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ATLANTA - L’ultimo (e unico, tra l’altro) successo al Mondiale è lontano ormai sedici anni. Si era in Sudafrica, c’erano le vuvuzela a riempire (anche troppo) gli stadi e un gol di Iniesta ai supplementari decise la finale con l’Olanda. Da allora però nulla più. Eppure quando si compone una griglia di favoriti prima di una grande manifestazione la Spagna non manca mai. Sarà perché a livello continentale di successi ne sono arrivati eccome nel passato recente (tre nelle ultime cinque edizioni), sarà perché tra idea di gioco e talento le Furie rosse non sono probabilmente seconde a nessuno. 

Oggi la truppa di De la Fuente comincia la sua Coppa del Mondo…
«Contro Capo Verde - è intervenuto Arno Rossini - una partita che non val nemmeno la pena commentare tanta è la differenza di valori tra le due nazionali. Finirà con un larghissimo successo in favore degli iberici».

La Spagna è in pole position nella corsa al titolo, lo abbiamo detto. C’è qualcosa che potrebbe frenarla?
«Devo essere sincero, anche pensandoci bene non riesco a trovare punti deboli a quella selezione. Ha doppie soluzioni in ogni ruolo, un gruppo rodato, a livello tattico si muovono quasi a memoria… Tutto estremamente efficiente. Ah, beh, poi c’è Lamine Yamal. Il campione che, per esempio, manca alla Germania».

Yamal è un fenomeno. Ma se in questo Mondiale non brillerà, gli iberici avranno comunque la possibilità di arrivare fino in fondo?
«Senza alcun dubbio. Lui è qualcosa in più. Un diamante. Ma non è un elemento indispensabile. Se c’è bene, benissimo, per loro. Altrimenti gli spagnoli sanno comunque come vincere le partite. Merito anche e soprattutto di Luis de la Fuente, che con questa nazionale, presa nel 2022 dopo essere stato a lungo con le giovanili, sta facendo un lavoro magnifico. Ha in mano lo spogliatoio perché è uno “vero”. E non è poco. Questo i giocatori lo sentono. Come carattere somiglia molto a Silvio Baldini, un selezionatore sul quale a parer mio in Italia dovrebbero puntare invece che fare casting con altri professionisti. No, non ho alcun dubbio, la Spagna è lì davanti a tutti. Magari insieme alla Francia. Ecco, per me sono queste le due nazionali più complete, quelle che hanno le possibilità maggiori di tornare a casa con la coppa».

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